sabato 8 luglio 2006

Evoluzione o involuzione?


Otto anni fa quando inviavo dei file da internet a qualche mio amico pensavo, "chissà tra qualche anno a che velocità stratosferica potrò inviarli"...in tutto questo tempo invece di migliorare la situazione forse è peggiorata, quasi tutti utilizzano MSN per chattare mentre prima si utilizzava mIRC, quel programma permetteva e permette tutt' ora di inviare un file a pezzi non per forza tutto in una volta come accade su MSN Messenger senza la possibilità di riprendere il download da dove era arrivato...funzionalità che ancora non vogliono proprio inserire. Inoltre con il programma di Microsoft il trasferimento va a rilento o si interrompe senza motivo quindi non si riesce nemmeno ad inviare una foto a volte. Non è che la casa di zio Bill abbia stretto un accordo con i grandi dell'industria audio-video assicurandogli una difficoltà nei trasferimenti di file in modo da ridurre lo scambio di file protetti da diritto d'autore? Se il motivo non è questo allora a mio parere i dipendenti di microsoft sono dei veri incompetenti per non aver inserito una funzionalità già presente moltissimi anni fa nei programmi di chat.

venerdì 7 luglio 2006

Il video di Piero Ricca che intervista Giulio Andreotti




Piero Ricca uno dei pochi giornalisti non "striscianti" rimasti in Italia intervista il senatore Giulio Andreotti sui suoi rapporti con la mafia.
Non è difficile capire come mai i giornalisti non osano più, chi lo fa non fa altro che complicarsi seriamente la vita, questa cosa accade sopratutto in Italia dove appena qualcuno fiata arrivano querele e minaccie di ogni genere.
E' un po come accadeva nel calcio...se un arbitro "sbagliava" contro i potenti rischiava veramente grosso, ecco ad esempio la registrazione di una telefonata di Moggi che fa capire parecchie cose.

Cosa è successo a Pietro Ricca dopo quell'intervista?

Il suo racconto:

"A intervista finita i gendarmi, agenti della polizia di Stato, hanno cercato di portarmi via tirandomi con forza. Ho protestato a voce alta in mezzo alla sala, mentre iniziava la conferenza. I gendarmi sono spariti. Nessuno dei presenti ha fiatato.
Sono rimasto altri venti minuti in aula magna, seduto tranquillamente, continuando a videoriprendere. Poi sono uscito per andarmene via, da solo, e sono stato trattato come un delinquente.
Una guardia privata della Bicocca ha cominciato a inveire in modo minaccioso, urlandomi addosso come un pazzo e cacciandomi a forza da una porta laterale, le guardie personali di Andreotti mi hanno trattenuto, strattonandomi e minacciandomi di sequestrami la videocamera e ordinandomi di mostrare i documenti. Il tono era concitato, nevrotico, da pessimo telefilm americano. Era evidente il tentativo di intimidire. Mentre il guardiano privato continuava a inveire e a minacciarmi, mi sono divincolato e me ne sono andato via. I poliziotti e la guardia privata mi hanno inseguito, mi hanno immobilizzato in un luogo dove non passava nessuno e a nulla sono valse le mie buone ragioni, del tipo: “Io non ho fatto nulla di male, ho semplicemente rivolto delle domande a un politico, riprendere eventi e personaggi pubblici è consentito, se commettete abusi vi denuncerò”.
Gli agenti continuavano a ripetermi: “Tu non puoi comportarti così con il senatore, le tue domande non c’entravano nulla, tu non puoi riprendere senza permesso e hai ripreso anche noi, e poi ti conosciamo già, eri tu a Roma davanti al Senato, tu ora ci dai tutto il materiale e poi ti portiamo in commissariato”. Mentre dicevano questo, uno mi teneva fermo contro un muro e l’altro mi tratteneva lo zaino con la videocamera e un registratore audio.
Ho obiettato: “Lasciamo decidere a un giudice chi ha ragione, voi state commettendo un abuso e comunque esigo di conoscere i vostri nomi”.
Un agente ha risposto: “La legge sono io ora, il giudice sono io”. Poi, rivolto al collega ha aggiunto: “Ora gli prendiamo le impronte digitali, così l’amico inizia ad abbassare la cresta”. I danni dei telefilm americani sono incalcolabili.
Poi sono stato portato in auto da altri agenti di polizia al commissariato di Greco, dove sono stato trattenuto per oltre un’ora e mezza. Lo zaino lo hanno preso in consegna loro. Per puro caso, gravissimo reato, non avevo con me la carta d’identità (mentre ho mostrato un tesserino identificativo di tipo elettorale che, sempre per caso, avevo con me) e abbiamo dovuto attendere che fosse trasmesso un fax da Parma con la fotocopia del mio documento. La qual cosa ha evitato la ventilata pratica della fotosegnalazione con impronte digitali in Questura: che certo sarebbe stata un’esperienza divertente per uno dei cittadini più identificati di Milano.
Per tutto il tempo mi è stato impedito di telefonare al mio legale e di effettuare o ricevere qualsiasi altra chiamata, come chiedevo di poter fare. “Il cellulare lo deve tenere spento”.
Ho notato che gli agenti di Greco si consultavano con altre persone al telefono, compresi gli agenti di guardia ad Andreotti, per decidere se sequestrami il materiale o meno. A margine delle complesse trattative ho fatto presente di essere ben noto negli ambienti della Questura e altrove per le mie attività di cittadino impegnato in politica, citando nomi e fatti, compresi esposti e interrogazioni parlamentari contro la polizia di Milano.
Alla fine sono stato rilasciato, con videocamera e tutto il resto. Gli agenti hanno redatto un verbale “per uso interno”, che non mi hanno fatto leggere.
Ecco tutto. Sono stato trattato in questo modo perché, nel silenzio della gran parte degli operatori dell’informazione, ho rivolto due o tre domande a un senatore a vita giudicato dalla giustizia del mio Paese un colluso con la mafia, salvatosi da una condanna per intervenuta prescrizione del reato. Io, che non ho mai preso una multa in vita mia.

giovedì 6 luglio 2006

Il partito dei pirati si diffonde



In Svezia tempo fa è nato il partito dei parati che si occupa principalmente di proteggere i diritti dei navigatori di internet. Il movimento si sta espandendo anche in altre nazioni sopratutto in Francia e negli Stati Uniti.

I principali punti del movimento dei pirati francesi sono i seguenti:

- Libertà illimitata e completa di espressione
- Terminazione del diritto d'autore così come oggi è definito
- Diritto di navigazione anonima su Internet
- Legalizzazione delle reti P2P quando non usate a scopo di profitto
- Soppressione di qualsiasi tassa su hardware e supporti vergini
- Accesso gratuito ad Internet per tutti.

Ecco invece quelli degli americani:

- Abolire gran parte delle leggi sul diritto d'autore approvate fin dal 1790, anno del Copyright act
- Stabilire un termine massimo di 14 anni dalla creazione per la validità del diritto d'autore sulle opere
- Rendere retroattivo questo provvedimento in modo che sia esteso a tutte le opere del passato
- Dare garanzia legale per le licenze copyleft, percepite come uno strumento di diffusione delle opere che consente all'autore di mantenerne la paternità
- Legalizzare la diffusione di opere se non vi sono intenti commerciali
- Trasformare la cultura del copyright, affinché da un atteggiamento di "cautela creativa" si passi ad un vero "incoraggiamento" delle opere creative.

Inoltre anche in Italia da qualche settimana è on line il sito dei pirati italiani, visitabile a questo indirizzo http://www.piratpartiet.it

Personalmente lo trovo un fenomeno molto positivo, la strada giusta per avere un indipendenza dalle major dell'audiovisivo che per aumentare il più possibile i profitti stanno limitando la possibilità di condividere cultura e conoscenza all' intera umanità.

mercoledì 5 luglio 2006

Italia in Finale!



Dopo le varie vicende che hanno scosso il nostro calcio un risultato simile non se l'aspettava quasi nessuno, eppure l'Italia è tra le due squadre al forti del mondo.
Questa è la dimostrazione di quanto il sistema corrotto del nostro calcio non tocchi i giocatori ma soltanto coloro che li sfruttano per arricchirsi. Spesso accade che per colpa di questa gente buona solo ad accumulare soldi, tantissime cose vadano alla rovina nonostante tutto sia perfettamente sano, queste sanguisughe assatanate di denaro e prestigio devono andare tutte in galera, sono la rovina di tutta la nostra economia.
E adesso in attesa della finale mi verrebbe da dire FORZA IT... ma il signor Paperon dei Paperoni italiano grazie al suo partito mi impedisce di dirlo.

martedì 4 luglio 2006

L'evoluzione dell'automobile? Il cavallo!



Pochi giorni fa ho postato quel video sulla Nissan PIVO, la mobilità è un argomento che mi sta molto a cuore, vorrei far capire che le automobili come sono progettate oggi non sono sicuramente una buona soluzione di mobilità ne per il presente, ne per il futuro, sono troppo ingombranti ed inquinanti.

Analizziamo un po alcuni dati

In alcune città europee la velocità media del traffico, nelle ore di punta, è inferiore a quella dei tempi in cui i veicoli erano trainati coi cavalli.
In Italia nel 1945 le strade erano a 170.591 Km; nel 1995 erano salite a 306.177 Km, con un incremento del 79%;
Le autovetture circolanti nel 1950 erano 342.021 (una automobile ogni 82 abitanti); nel 1992 erano già 29.497.000 (una automobile ogni due abitanti). Attualmente il rapporto è ancora inferiore.
Dal 1958 al 1995 abbiamo avuto più di trecentomila morti per incidenti stradali. In media, le vittime sono state 8.346 all'anno, quasi 23 al giorno. I feriti sono stati quasi otto milioni e mezzo, con una media annua di oltre duecentoventimila. Nel 1995 sulle strade urbane si è consumato il 73% degli incidenti con danni alle persone. Nel 1995 gli incidenti stradali hanno causato la morte di 877 pedoni e il ferimento di quasi sedicimila. La principale causa di sinistri è l'automobile, seguita dalle moto.
Fonte: Anfia

Io per spostarmi preferisco utilizzare la bicicletta, essa ha un rapporto più che favorevole tra massa trasportata e massa del veicolo (potremmo definirlo come efficienza di massa relativa).
Se considero una bicicletta media di 12 kg (ma le bici in commercio oggi pesano anche meno), il rapporto varia più o meno tra 5 e 7, a seconda del peso del ciclista.
Se lo stesso ciclista prende la macchina, una vettura media intorno ai 1.200 kg, il rapporto è decisamente più basso: due ordini di grandezza in meno (0,05 / 0,07) quindi 100 volte meno efficienti!
Certamente l'auto può portare 4 o 5 persone, nel qual caso la biciclette risultano "solo" 20 volte più efficienti.
Anche il confronto con i mezzi pubblici risulta vincente.
Prendiamo come riferimento l'autobus urbano a due assi "480" dell'IVECO, con capienza massima di 115 posti. La tara è di 10.550 kg. La massa trasportabile, a pieno carico, arriva a 7.820 kg. Il rapporto è uguale a 0,74 (quindi un efficienza molto bassa) nel caso più favorevole.

Inoltre le dimensioni di ingombro, sia in sosta che in movimento della bicicletta sono minime. Quest'ultima è una qualità preziosa nei nostri spazi urbani. In particolare nei centri storici la bicicletta è in grado di muoversi agilmente e di sfruttare spazi improponibili agli autoveicoli.
Un altro aspetto a favore della bicicletta è quello riguardante i costi per l'utente.
Sia il costo di accesso, cioè per l'acquisto della bicicletta che il costo di utilizzo (in pratica la manutenzione) sono molto bassi. Anche qui siamo inferiori di due ordini di grandezza rispetto all'auto privata (quindi 100 volte meno!).
Per muoversi in città quindi consiglierei di andare a piedi o in bicicletta, nel primo caso vi sposterete ad una velocità media inferiore rispetto all'auto ma avrete il vantaggio di accorciare la strada, evitare semafori e non dover trovare il parcheggio, che spesso vi permetteranno di arrivare ugualmente prima dell'automobile. Con la bicicletta invece andrete ad una velocità media superiore rispetto alle automobili solitamente da 1,5 a 3 volte superiore.
Nei commenti mi piacerebbe vedere dei motivi per non utilizzarla perchè io non ne riesco a trovare molti, in fondo se la maggioranza delle persone preferisce usare l'automobile per spostarsi in città avrà le sue ragioni.

lunedì 3 luglio 2006

Windows Genuine Advantage....o disadvantage?

Microsoft è nuovante nei guai, i problemi questa volta arrivano da una class action contro il programma Windows Genuine Advantage visto da molti utenti come uno spyware. Il software s'istalla in vari modi sui pc (anche tramite gli aggiornamenti di sicurezza). Una volta insediato sul vostro pc, non permette ne la sua disinstallazione ne il funzionamento di determinate applicazioni se rileva che la versione che state usando di Windows non è originale (ad esempio non è possibile usare l'ultima versione di Windows Media Player).
Inoltre nella precedente versione (che è stata subito modificata in seguto ad aspre critiche) inviava con una certa frequenza diverse informazioni sul vostro sistema verso i server di Bill Gates come ad esempio product key, numero IP, GUI (Global Unique Identifier), tipologia di BIOS, numero seriale dell'hard disk. Proprio per questo motivo è stata chiesta la class action (che finalmente è stata introdotta anche in Italia con un decreto legge proprio pochi giorni fa dal governo Prodi).
Queste mosse di microsoft studiate per guadagnare di più sono assolutamente sbagliate perchè oltre a causargli dei danni per questi problemi legali, scoraggiano l'utilizzo di windows. Basta pensare a tutte quelle persone o aziende che usano una copia di windows pirata, secondo voi una volta che non potranno utilizzare più nemmeno questa versione acquisteranno windows originale spendendo centinaia di euro o passeranno ad un sistema operativo gratuito e stabile come linux promuovendo quindi lo sviluppo di questo OS concorrente di Microsoft? Già il fatto che abbiano una versione pirata e non una originale dovrebbe far capire che l'utente non è disposto a spendere circa 100 euro per Windows. Quindi ben vengano mosse simili, il software proprietario è destinato ad estinguersi, simili provvedimenti non fanno altro che velocizzare questo processo. Viva l'open Source!

domenica 2 luglio 2006

Candid Camera Giapponesi

Come video divertente di questa settimana ho scelto un paio di candid camera giapponesi molto carine. La prossima settimana ve ne farò vedere delle altre sempre tratte da questo programma.


sabato 1 luglio 2006

Nissan Pivo, l'auto del futuro?



Ecco la nuova Concept Car della Nissan. Il suo nome è PIVO, si tratta di un veicolo elettrico con un abitacolo a 3 posti in grado di ruotare di 180° che eviterà scomode retromarce. Nel video che ho inserito potrete vedere tutti i dettagli di questa meravigliosa automobile, utilizza delle tecnologie veramente innovative, molto interessante ad esempio la modalità con cui ruotano le gomme..non più solo due alla volta ma tutte e 4 contemporaneamente! Inoltre per ridurre gli angoli ciechi, sui montanti sono stati installati degli schermi che mostrano la parte oscurata dal montante stesso.
Il filmato dura 4 minuti ed è in lingua inglese.
Personalmente la trovo bellissima.
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