venerdì 23 novembre 2007

L' Assessore Silvana Grasso di Catania...



Si chiama Silvana Grasso l'ultimo fenomeno del momento. E' un assessore della mia città, Catania...
In alto potete vedere un video dove la zitella per eccellenza si batte per aprire un bel museo al castello ursino mentre qui sotto uno spezzone di una serie dove l'assessore va alla ricerca di veri uomini dalle carature polifemiche...



Nel canale sposamisubito trovate tutti gli episodi.

Prima dell'articolo di ieri in homepage su repubblica.it non sapevo di avere un assessore alla cultura simile...
Qui il suo blog www.silvanagrasso.it

Abbiamo trovato l'erede di Giovanni Bivona?...

Chissà se Catania riuscirà mai a farsi notare a livello nazionale per qualcosa di positivo...ultimamente la mia città è conosciuta principalmente per la morte di Raciti, per il fatto che spesso milita nelle ultime posizioni nelle classifiche di vivibilità e adesso per quest' assessore stravagante...

Comunque, adesso che ho la videocamera, penso di montare un video sullo stato scandaloso in cui si trova la città, sporicizia ovunque, criminalità in aumento, decine di cantieri aperti alcuni dei quali bloccati per illeciti, strade piene di buche, traffico insostenibile, tutte le palme che stanno morendo, automobili sempre posteggiate nei marciapiedi, ASSENZA di piste o percorsi ciclabili ecc.ecc

E Scapagnini (sindaco della città e medico personale di Berlusconi) si prende pure il lusso di spendere soldi per tapezzare Catania con questi manifesti...


VERGOGNA!

Intanto alcuni idioti si passano il tempo ad incendiare cassonetti...(video registrato da me mercoledì scorso):


12 commenti:

Juliet ha detto...

ciao...è da un po' di tempo che leggo il tuo blog...ti va uno scambio di link?

gianluca ha detto...

mamma mia, incredibile; cmq, da quello che hai raccontato si può fare un gemellaggio con Cassino !

Anonimo ha detto...

perchè dici così??? non ti sembra positiva??? cioè non lo so, non so la sua storia... si è un pò stravagante ma non mi sembra che aprire musei sia farsi conoscere in negativo..........

Anonimo ha detto...

Alessio, scappa finché sei in tempo!

Andrew ha detto...

Ciao Alessio!

eheheheh come ha detto un anonimo scappa da Catania! scherzo ovviamente ;-)

www.diegogarciablog.blogspot.com

Valerio Novelli ha detto...

Il problema di fondo è che tutti ci lamentiamo e nessuno fa mai nulla per smuovere qualcosa, anche a partire dal basso... Alessio lo sai, io sono di PAlermo, e la situazione non cambia moltissimo... Ma penso dobbiamo muoverci noi, anche tramite i blog, e non aspettare nessun "Grillo" e nessuno per smuovere qualcosa, noi siamo lo Stato... o almeno dovremmo esserlo

Anonimo ha detto...

scappa e non farti vedere mai piu..
io non scherzo!

Miky ha detto...

Un assessore un pò rumorosa, però ho apprezzato il suo casino verso il tentativo chiusiura del monastero dei benedettini, si dice che sia uno dei più grandi d'europa, se fosse successo in una città più artistica come Roma o Firenza,l'amministrazione Scapagnini sarebbe arrivata al tg nazionale,ma siccome è Catania la città dove Filippo Raciti ha trovato la morte,allora non se ne parla.

L'idea del video reportage è ottima!

Paolo ha detto...

Il paragone tra Silvana Grasso a Giovanni Bivona non sta né in cielo né in terra. Io non la conosco come assessore ma come scrittrice. Hai mai letto un suo libro? E poi quello che dice non mi sembra sbagliato.
Come ha detto in un commento sopra Valerio Novelli, siamo noi lo Stato. E' una frase retorica ma è la pura verità. I politici che ci governano a tutti i livelli sono espressione del popolo che li ha eletti. Siamo noi che li mandiamo là. E se qualcosa non ci garba dovremmo impegnarci attivamente, con i diversi mezzi a disposizione, per cercare di cambiare le cose. E non stare fermi a lamentarci. Per questo ad esempio apprezzo il tuo impegno per l'uso della bici a Catania.
Tra l'altro anche io vivo a Catania, per l'università, ed è vero che ci sono molte cose che non vanno ma ce ne sono anche tante altre positive. Tutti ci dobbiamo impegnare per migliorare sempre più, anche cambiando un po' la nostra mentalità.

Artemisia ha detto...

Coraggio, Alessio, non mollare! Siamo con te!

Mattia ha detto...

Suggerisco questo video inedito sull'Assessore Grasso: http://it.youtube.com/watch?v=AFY0DvgJzAw

Anonimo ha detto...

“IL PITTORE CHE DIPINGE LA STORIA”
Le tele di Gaetano Porcasi: “il pittore che dipinge la storia” sono uniche, oltre che per i temi di impegno e di denuncia sociale trattati, anche per la tecnica ed i colori mediterranei da cui traspare un intensa “sicilianità ” . La mostra itinerante del 2003 sulla strage di Portella delle Ginestre ha rivelato l’elevato livello culturale dell’indagine pittorica di Porcasi e l’attualità dei temi trattati. Quel che accade nella Sicilia del 1947 quando i contadini occupavano le terre incolte che volevano seminare per sfamarsi scontrandosi con i proprietari terrieri difesi dai gabelloti mafiosi, accade oggi in Brasile dove i campesinos “senza terra” vengono assassinati dai vigilantes armati dai proprietari terrieri che erigono mura in difesa dei campi incolti. Nell’immobile “fotogramma” di una tela, desueto per la civiltà delle immagini che attualmente viviamo, l’autore riesce a trasferire il patos degli eventi ed i personaggi scaturiscono come prodotto puro della sua tensione morale, suscitando intense emozioni. A far da contrappunto alle pitture storiche che raccontano gli assassini di mafia, i paesaggi di una Sicilia solare con i fichidindia, le agavi, le ginestre, gli ulivi, le arance, i limoni; patrimonio di una terra baciata da Dio e calpestata dagli uomini. Infinite le tonalità dell’azzurro con le quali Porcasi dipinge il cielo della sua terra, è da lì che ha inizio il suo viaggio nel tempo. Le pagine della storia della Sicilia, sono scritte con il sudore e il sangue dei contadini che hanno dovuto combattere a mani nude per conquistare la terra e la libertà. Le bandiere rosse, simbolo della lotta dei lavoratori d’ogni tempo si fondono con il tricolore. In fondo è un’epopea italiana, mediterranea quella che l’autore ci racconta. Bandiere rosse e tricolore sullo sfondo di cieli di un azzurro struggente che nelle opere di Porcasi cambia di tonalità a seconda degli eventi, delle stagioni, degli umori degli uomini e delle loro azioni. Testimonianza questa dell’appartenenza dell’anima al tempo ed ai suoi mutamenti. Solo la natura rigogliosa tipica di questa terra, bella, solare e mediterranea, sembra rimanere immutata, muta ed immutabile testimone degli eventi e del trascorrere del tempo. Qui gli uomini sono solo “accidenti”. In questo l’artista opera come una divisione metafisica tra la natura: flora e fauna volte naturalmente al bene ed alle leggi immutabili (naturali) e l’uomo che quando è protagonista, è anche trasgressore per interessi di parte, per egoismo sfrenato, dell’armonia del creato, attore di violenza. C’è un’anima naturalistica dell’autore che può spiegarci l’impegno di Porcasi sul fronte ecologista in difesa della terra dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo che gli è costato persecuzioni e denunce da parte del potere costituito. Numerose, le analogie con i dipinti di Renato Gattuso rilevati dai critici d’arte nelle opere pittoriche di Porcasi. Oltre al realismo cromatico viene invocata la sicilianità, che appare condivisa aldilà delle tecniche utilizzate, con il grande maestro di Bagheria. Il verde dell’albero d’arancio amaro con le sue foglie di un verde acceso, le spine che nascono dai rami, così come i frutti colorati di un “colore arancio” dalle tonalità cromatiche rare, testimoniano, aldilà della semplice raffigurazione cromatica anche un’indagine psicologica complessa. Dal ramo, comune sorgente, scaturiscono frutti succosi e spine, proprio come accade nella vita degli uomini, che ogni giorno sono protagonisti della storia nel bene e nel male. La sicilianità in Gaetano Porcasi, diventa allora metafora della vita, e pretesto per raccontare storie mediterranee dal contenuto universale. L’artista dipinge con un linguaggio non criptato, facilmente comprensibile a tutti, dipinge con il cuore. Aldilà delle considerazioni “etiche” resta una riconoscibilità immediata delle tele di Gaetano Porcasi, che, nell’arte d’ogni tempo, è patrimonio dato a pochi artisti. Taluni restano sorpresi nel constatare la giovane età dell’autore, dietro queste opere d’arte che sanno di maturità piena. Il futuro, per questo “siciliano puro” non sarà un semplice accidente, ma qualcosa di straordinariamente importante per il mondo dell’arte.

Giornalista e critico d’arte
Cosmo Di Carlo
PITTORE ANTIMAFIA GAETANO PORCASI

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