mercoledì 28 maggio 2008

Marco Pantani, e mi alzo sui pedali



L'altro ieri ho assistito alla spettacolare cronoscalata del giro d'Italia dove erano presenti pendenze anche nell'ordine del 24%. L'ultimo tornate della tappa era dedicato al leggendario Marco Pantani. E' stato anche grazie al pirata che mi sono avvicinato al ciclismo, questo bellissimo sport molto utile per spostarsi in maniera ecologica.

Vi propongo in alto un bel video musicale su Marco con la canzone a lui dedicata "E mi alzo sui pedali" degli Stadio realizzata la fiction Rai che potete vedere cliccando qui.

Qui il testo della canzone:

Io sono un campione questo lo so
È solo questione di punti di vista
In questo posto dove io sto
Mi chiamano Marco, Marco il ciclista
Ma è che alle volte si perde la strada
Perché prima o poi ci sono brutti momenti
Non so neppure se ero un pirata
Strappavo la vita col cuore e coi denti
E se ho sbagliato non me ne son reso conto
Ho preso le cose fin troppo sul serio
Ho preso anche il fatto di aver ogni tanto
Esagerato per sentirmi più vero

E ora mi alzo sui pedali come quando ero bambino
Dopo un po’ prendevo il volo dal cancello del giardino
E mio nonno mi aspettava senza dire una parola
Perché io e la bicicletta siamo una cosa sola
E mi rialzo sui pedali ricomincio la fatica
Poi abbraccio i miei gregari passo in cima alla salita
Perché quelli come noi hanno voglia di sognare
E io dal passo del Pordoi chiudo gli occhi e vedo il mare
E vedo te…e aspetto te…

Adesso mi sembra tutto distante
La maglia rosa e quegli anni felici
E il Giro d’Italia e poi il Tour de France
Ed anche gli amici che non erano amici
Poi di quel giorno ricordo soltanto
Una stanza d’albergo ed un letto disfatto
E sono sicuro di avere anche pianto
Ma sono sparito in quell' attimo esatto

E ora mi alzo sui pedali all' inizio dello strappo
Mentre un pugno di avversari si è piantato in mezzo al gruppo
Perché in fondo una salita è una cosa anche è normale
Assomiglia un po' alla vita devi sempre un po' lottare
E mi rialzo sui pedali con il sole sulla faccia
E mi tiro su gli occhiali al traguardo della tappa
Ma quando scendo dal sellino sento la malinconia
Un elefante magrolino che scriveva poesie
Solo per te... solo per te...

Io sono un campione questo lo so
Un po’ come tutti aspetto il domani
In questo posto dove io sto
Chiedete di Marco, Marco Pantani

P.S. -3 alla Ciemmona

12 commenti:

Gianluca Pistore ha detto...

veramente bellissima la canzone, ed anche il film della rai.
Pantani è stato un grande, non mi interessa di cosa sia morto, io lo ammiro per la sua parte sportiva.
bisogna saper distinguere. come le persone che odiano Vasco Rossi perché si drogava, a me non interessa, a me piacciono le canzoni, non lui! giusto?

Andrea ha detto...

Ho smesso di seguire Giro e Tour da quando Pantani è morto. Prima era un appuntamento fisso, nato proprio l'anno della vittoria al Giro, mi pare fosse il 1998 (o il 1999).

brian ha detto...

grande il pirata..è stato proprio grazie a lui che mi sono accostato al ciclismo...



PS. DAi un occhio sul mio blog sulla situazione dei rifiuti... vergogna...

Mattelicus ha detto...

Belissima canzone, bella anche quella di Venditti dedicata ad Agostino Di Bartolomei, con un accenno allo stesso Pantani (oltre che a Luigi Tenco).

http://youtube.com/watch?v=UfZ45iU6Ue0&feature=related

Mattelicus ha detto...

Dimenticavo il titolo: Tradimento e perdono

Pino ha detto...

anch'io come Andrea ho smesso di seguire il giro, il ciclismo dopo la morte del GRANDE Marco.
Un giro che inevitabilmente come i grandi eventi sportivi è solo ed esclusivamente economico.
A tal proposito consiglio a tutti di leggere il libro del giornalista francese Philippe Brunel: Gli ultimi giorni di Marco Pantani-edizione Rizzoli-costo 16 euro e scoprirete anche voi la verità sulla sua morte di questo piccolo grande uomo.

Matteo ha detto...

Ragazzi scusate
ma devo essere sincero.
Conosco ragazzi che già a 16 anni si "bombano", per seguire MITI come il PIRATA. E non parlo della droga, ma di quello che SI DEVE prendere per andare forte sui pedali. Perchè non dimentichiamo che, anche se uno fosse controllato tutti i giorni...non ci sarebbe nulla di strano.
Si dovrebbe essere puliti..ed il cilcismo non òlo è. E' marcio nelle barbe, ed e sono marci i campioni, compreso Pantani. E mi arrabbio quando scopro che gli hanno intitolato un pezzo di pista cilcabile a Prato...cazzo se sono questi i miti che ci devono far sognare....

Matteo

nalya ha detto...

grande Marco... indimenticabile

Anonimo ha detto...

io amo pantani lo seguo dal 1994 quando è morto ho pianto molto il blog che hai fatto è bellissimo anche se le tue idee politiche a me non piacciono proprio sono l'opposto comunque ancora complimenti perchè davanti a un campione bisogna inchinarsi

Anonimo ha detto...

mi spiace sentir parlar male di chi come Pantani ha cercato solo di inseguire un sogno che noi tutti ciclisti abbiam fin da quando molto piccoli facciam mille safrifici.no mi spiace ma chi non è un ciclista non può e non potra mai capire,non ve ne faccio una colpa ma forse Marco quando scrisse''provata a vedere cosa c'è dietro un ciclista'' si riferira proprio a questo.ho un passato seppur breve tra i professionisti e credetemi sono tutti uomini veri

Anonimo ha detto...

la vera rovina dello sport è il calcio fatto solo di signorine che rincorrono un pallone chiamato soldi.è una vergogna che ignoranti poco più che ventenni guadagnino cifre che un padre di famiglia dopo un intera vita di lavoro non vedra mai

Anonimo ha detto...

vorrei poterlo rivedere almeno ancora una volta magari mentre si sta allenando e col sorriso sul volto e dirgli...........ci manchi molto Marco

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