domenica 10 maggio 2009

Brinda anche tu con papi Silvio



Dopo le recenti foto di Berlusconi al compleanno della sua cara amica minorenne con cui si confidava, in rete sono apparse tantissimi fotomontaggi di esse.

Nel video in alto potete vederne un bel po, visto che fanno ridere ho deciso di proporlo oggi, giornata dedicata ai video divertenti.

sabato 9 maggio 2009

venerdì 8 maggio 2009

Posti riservati ai milanesi



Nel 1955, negli Stati Uniti, Rosa Parks (donna nera) si rifiutò di alzarsi da uno dei posti dell'autobus riservati ai bianchi, il conducente fermò così l'automezzo, e chiamò due poliziotti per risolvere la questione: Rosa fu arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine.


Rosa Parks

Da quell'episodio partì la lotta contro il razzismo di Martin Luther King.

A distanza di 54 anni, arriva la proposta leghista di riservare dei posti degli autobus ai cittadini milanesi che nella pratica si traduce se sei nero, centro-meridionale o straniero in quel posto non ti puoi sedere.

Matteo Salvini, il pazzo ideatore di questa vergognosa proposta potete ammirarlo in tutta la sua idiozia nella foto in alto...mi sembra quasi uno scherzo della Cortellesi quando dice RIPARLIAMONE:

mercoledì 6 maggio 2009

Ritornano le api nella pianura padana



Finalmente una bellissima notizia, a quanto pare le api stanno ritornando a popolare la pianura padana!

Tempo fa mi ero occupato più volte di questo preoccupante argomento ovvero la progressiva scomparsa di api nel mondo (dal 2007 al 2008 si sono dimezzate!), vi avevo anche invitato a marzo dell'anno scorso a firmare una petizione proprio per fermare l'irrorazione dei pesticidi che le stavano uccidendo.

Bene, da settembre sono finalmente stati messi al bando i pesticidi neonicotinoidi e le api stanno tornando a volare ed impollinare nella nostra pianura padana!

Davvero una notizia che deve riempirci di gioia.

Manifesti elettorali abusivi, incredibili dichiarazioni



Ieri Alessandra Maffei di radio radicale mi ha segnalato un interessante iniziativa contro i manifesti selvaggi che stanno iniziando ad infestare le nostre città in vista delle elezioni europee:

qui è possibile caricare le foto delle affissioni selvagge immortalate dai vostri scatti le quali verranno mostrate nel sito, inoltre si impegnano a segnalare le foto al sindaco, al prefetto e alla procura della città in questione ed intentare cause legali contro i partiti, e se necessario contro il comune.

Questi manifesti attaccati selvaggiamente nelle città la dicono lunga sulla correttezza dei nostri dipendenti, la cosa triste è che quando qualcuno si impegna a non imbrattare la città l'impegno non viene ripagato con i voti mentre coloro che hanno devastato una città vengono puntualmente premiati.

In alto trovate un bellissimo della iena Paolo Calabresi dove potrete scoprire inquietanti e vomitevoli retroscena sulle affissioni abusive e come il governo attuale non stia assolutamente ostacolando una simile pratica.

martedì 5 maggio 2009

Borghezio tiene lezione ai neo fascisti francesi



Nel video che potete vedere in alto Mario Borghezio, eurodeputato della lega nord che tiene una lezione sulle tecniche da utilizzare per riconquistare il potere ad un gruppo di estrema destra. Il video è tratto dal documentario di Canal + "Ascenseur pour le fachos". Ricordo a tutti che grazie alla Lega Nord spenderemo circa 400 milioni di euro perchè loro non hanno voluto accorpare il referendum alle elezioni europee, quasi 7 euro a testa!

Post simili: Mario Borghezio Show, Gentilini e la lega nord

domenica 3 maggio 2009

Coppa Cobram ed Etna marathon



Storie di ordinaria follia. Oggi sono andato a fare l'Etna marathon a Milo una gara in mountain bike molto estrema, facendo prima 30km in bici per arrivare alla partenza non potevo fare il percorso lungo perchè troppo impegnativo dopo tutta quella strada quindi ho ripiegato per il corto che era lungo la metà, la giornata era perfetta, le previsioni anche, partenza da Catania con un mio amico alle 7.50 arrivo a Milo alle 9.30, durante la strada incontriamo una coppia di cicloturisti canadesi carichi di borse che si stavano facendo il giro della Sicilia.

Partenza della gara alle ore 10.30 circa, tempo ottimo ma minacciose nuvole in quota, la salita iniziale è durissima si deve salire fino a quasi 1300 metri di quota, durante la scalata inizia una leggera pioggerellina che in 10 minuti si trasformerà in una pericolosa grandinata, la nebbia era molto fitta ed il freddo pungente, fortunatamente durante la discesa la grandine era finita ma la pioggia scendeva forte, dopo una discesa tecnicissima ben oltre le potenzialità della mia bianchi economica (i freni erano andati praticamente) arrivo sano e salvo con qualche piccolo graffio per un paio di cadute a basse velocità (quasi impossibile arrivare indenni all'arrivo), dopo un piccolo ristoro ancora tutto inzuppato torno a Catania sotto un temporale pazzesco 30km in una sorta di fiume. Un impresa veramente pazzesca che ricorderò tutta la vita. Vi riporto anche alcune testimonianze degli atleti che hanno partecipato alla gara tratte dall' MTB forum:

1) piano piano acqua e freddo a 8km dall'arrivo sono stato soccorso da una ragazzo il numero 58 credo un certo SERAFINO di ramacca aveva una carraro forse non ricordo ero in preda a quasi un delirio da iportmia e congelato mi ha preso la bici portato in macchina e semi congelato anche lui in ordine: FERMATA LA MACCHINA MI CI HA SEDUTO E COL PADRONE un altro santo il signor Stefano di stefano di belpasso mi hanno riportato a milo e ci siamo anche fermati a soccore un altro ragazzo che aveva sbattuto la testa in stato di schok.
La gara è bellissima e io la rifarei anche domani. ma non si possono abbandonare persone in mezzo ai boschi a quelle temperature per km su km...
io sono stato fortunato a fermarmi mentre ero semi lucido ma l'ho fatto perchè non muovevo più le braccia e i tremori erano incontrollabili ma star solo gridando aiuto al limite dello svenimento è pesante.

2) come e' possibile che una calda,mite e soleggiata mattinata primaverile possa tramutarsi in uno scenario degno del film "The day after tomorrow ??"
Siamo partiti alle 10,28 con un sole che spaccave la pietra lavica belli pimpanti e con il nostro caro completo ESTIVO, senonche', verso le 12.00 dei tuonazzi presagivano quello che sarebbe accaduto piu' tardi.
Ero con il nostro Direttur ,con cui ho fatto praticamene tutta la gara , quando al km 39 inizia una leggera pioggerellina .....e voi mi direte: e che sara' mai un po' di pioggerellina il 3 Maggio???
a 1700 metri e con non piu di 4 gradi cosa diventa la pioggerellina?? GRANDINE!
Per tutto il resto della gara sono stato sotto il diluvio e con un freddo maledetto..
Con le mani e i piedi completamente congelati e con il tremore che mi ha accompagnato fino al km 62, pregando che quegli ultimi 20km passassero presto,finalmente ho tagliato il traguardo e mi ive a canciari ri cursa. Persino gli ultimi 10km di pura discesa su singletrack sono stati un inferno.
E che dire delle decine di bikers che ho incontrato per strada?? Chi era buttato a terra in stato di Ipotermia, chi piangeva e chiedeva aiuto, chi era in preda ai crampi..inkia pareva una puntata di Survivor!!!

3) Che gara ragazzi! Con il Vulcano (la maiuscola non è casuale) avevo un conto in sospeso. L'anno scorso partito a palla, mi sono trovato alla salita per la grotta delle colombe (si chiama così?) dove mi è apparsa la sacra famiglia in visione, che mi esortava a lasciar perdere; fino al traguardo è stata una sofferenza continua. Quest'anno ho fatto tutto come si deve (a partire dalla preparazione con salite lunghe e tecniche) ed il risulatato è arrivato: ho chiuso in 3h:27m 21° assoluto, 6° di Master 3 (al controllo ero 26° quindi ho recuperato anche nella seconda parte). Sono soddisfatto. Per fortuna ho beccato poca acqua sull'ultima salita in asfalto per cui in discesa non ero congelato come altri e mi sono difeso nonostante i dolori alle braccia. Peccato per il tempo inclemente; ho visto gente arrivare al traguardo in condizioni pessime; ha rovinato la festa di tanti bikers che si sono cimentati in una gara epica


Visto che siamo in tema per questa domenica giornata dedicata agli argomenti frivoli e video divertenti riporto la famosa coppa Cobram di Fantozzi anche se la gara di oggi era ben più pericolosa.

venerdì 1 maggio 2009

No dal Molin al cospetto di Obama



Ogni tanto una bella notizia. Cinzia Bottene attivista del movimento No dal Molin che si oppone all'ampliamento della base militare USA di Vicenza è stata ricevuta dal congresso degli Stati Uniti per esporre le ragioni della sua protesta, una cosa impensabile durante l'ammministrazione di Bush, ecco qui il bellissimo racconto di Cinzia tratto dall'articolo del Corriere:

«La verità vera? È che so­no un’incosciente totale. Mica altro». Cin­zia Bottene, 52 anni, casalinga di Vicenza, ex timida («Da ragazzina camminavo ra­sente i muri. Ma da quando le mie ami­che mi hanno obbligato a salire sul palco a Trento per contestare Prodi, marcio co­me un treno»), la vorrebbe liquidare lì, tutta la storia. Appena sbarcata dopo un volo Washington-Parigi-Venezia, mentre recupera le valigie al nastro trasportato­re, il volto e l’anima del movimento No Dal Molin se la ride con leggerezza. La stessa con la quale da mesi affronta mili­tari e politici. E dell’avventura americana appena conclusa la prima cosa che ti rac­conta è un particolare da gita scolastica: «Ma lo sai che dormivamo alla Pink House? È la casa delle donne attiviste per la pace. Sono loro che ci han­no ospitate per tutto il peri­odo e ci hanno aiutato ne­gli spostamenti. Ci siamo divertite da matti. Una se­ra, per festeggiare, abbia­mo cucinato noi la carbona­ra: un successone».

Cinzia, Laura Bettini ed Emanuele Rivellino (anche loro del No Dal Molin) sono stati ricevuti giovedì scor­so, per la prima volta, al Congresso degli Stati Uniti, dalla Commissione Appropria­tion military construction. «Una eccezio­ne, mi dicono, perché è raro che questo importante organismo, che definisce gli investimenti militari, convochi degli stra­nieri ». Dopo tre anni di picchetti, manife­stazioni, proteste e contestazioni biparti­san, vedersi a colloquio con chi può deci­dere davvero le sorti della base americana da loro tanto contestata, per la pasionaria di Vicenza e i suoi compagni di viaggio è stata, manco a dirlo, «un’emozione gran­dissima. Se penso a tutte le porte sbattute e all’indifferenza che abbiamo ricevuto qui in Italia... Lì invece hanno un concetto molto chiaro di democrazia formale: tutti possono e devono dire la loro. E così, an­che noi siamo riusciti a farci ricevere. Co­me? Roba da manuale. Abbiamo chiesto prima un colloquio al presidente della commissione, Sam Farr, un democratico. Poi abbiamo spedito i moduli con i nostri dati e una relazione. Però eravamo convin­ti di fare una cosa inutile, come quando imbuchi la cartolina per un concorso a premi... Non ti aspetti di vincere. E inve­ce, quando ci è arrivata la lettera di invito col logo del Congresso, ci sembrava di es­sere in un film di Frank Capra».

Così, giovedì mattina, Cinzia Bottene si è ritrovata davanti alla Commissione fi­nanziamenti militari degli Stati Uniti. Una delle più potenti del Congresso. «Io e Laura per l’occasione abbiamo indossato un tubino nero con filo di perle. Ci siamo ispirate a Michelle Obama... Emozionate? Nella sala accanto stava deponendo Hil­lary Clinton, e in un’altra ala c’era Oba­ma: inutile dire di no. Ma siamo stati ac­colti in maniera sorprendente, devo am­metterlo. C’era un grande silenzio quan­do parlavamo. O meglio, quando parlava Laura, che sa le lingue, ed è stata bravissi­ma. Io l’inglese lo capisco così così, lo par­lo peggio. Ho preferito star zitta. E dire che non c’eravamo preparate nemmeno un discorso». Nemmeno una scaletta? «No, giuro. Beh, dopo che per anni parli di certe cose, le sai a memoria. Abbiamo spiegato loro le ragioni per cui non do­vrebbero proseguire nel progetto di co­struzione della base a Vicenza: il proble­ma della falda acquifera, la eccessiva vici­nanza al centro storico. E poi come la de­cisione sia stata nascosta all’intera popo­lazione per anni. Alla fine conoscevano il problema a fondo. Per capirci, ora nessu­no — anche tra gli americani — potrà più dire di non sapere».

Poche ma mirate le domande dei depu­tati americani: «Per esempio ci hanno chiesto se cambiando l’architettura del progetto saremmo stati più contenti... Ma gli abbiamo spiegato, nascondendo un sorriso, che non era mica una questio­ne di estetica! Poi hanno voluto sapere co­me si poneva il governo italiano rispetto a questo caso. E noi giù a dire dell’accor­do Bush-Berlusconi, dell’ultimatum di Spogli, e dell’editto bulgaro di Prodi. Li abbiamo stesi. Tanto che i due deputati repubblicani se ne sono stati zitti zitti fi­no alla fine. Al termine dell’incontro il presidente si è girato verso uno dei mem­bri della Commissione e gli ha detto: con­tattiamo subito il Pentagono e chiediamo se ci sono spazi di intervento. Capisci? Proprio così».

Tutta un’altra musica rispetto a quando c’era l’amministrazione Bush, secondo Cinzia: «Quando andammo allora, riu­scimmo solo a parlare con qualche depu­tato nei corridoi: ci ascoltavano per dove­re, con lo sguardo distratto, la mano al cel­lulare, e poi una pacca sulla spalle e via. Insomma il cambio di clima, con Obama, si fa sentire. E la nostra vicenda ne è la prova. Se ci fosse stato ancora Bush alla Casa Bianca non ci avrebbero nemmeno ricevuto. Però il potere del Pentagono è ancora fortissimo. Lo percepisci dagli sguardi. Da come molti di loro, alla fine, ci sono venuti incontro e in un orecchio ci hanno bisbigliato: andate avanti, fate bene. Ce la farete». E se ce la faceste davve­ro? «Avremmo dimostrato che anche le formichine, come ci hanno spesso defini­to, a volte vincono».

Intervista di Angela Frenda.

In alto trovate un video con Cinzia.

Il Blog è senza pubblicità.
Se hai il piacere di offrirmi qualcosa, puoi fare una piccola donazione. Grazie.