lunedì 3 aprile 2006

Critical Mass. Non blocchiamo il traffico, siamo il traffico


La massa critica (spesso chiamata col termine inglese critical mass) è un raduno di biciclette che, sfruttando la forza del numero (massa), invadono le strade normalmente usate dal traffico automobilistico. Se la massa è sufficiente (ovverosia critica), il traffico non ciclistico viene bloccato anche su strade di grande comunicazione, come viali a più corsie. Nonostante questa descrizione, la massa critica è un fenomeno di difficile definizione, trattandosi di evento spontaneo privo di struttura organizzativa formalizzata. Il fenomeno si è sviluppato, a partire da San Francisco dove nel 1992 si svolse la prima Critical Mass, in molte grandi città, e consiste appuntamenti convenzionali ("coincidenze organizzate") di ciclisti che attraversano insieme tratti di percorso urbano in sella ai loro mezzi.
Gli appuntamenti, tipicamente in luoghi pubblici e ad alta visibilità, sono pubblicizzati mediante affissioni, circuiti di amicizie e di attivismo politico, comunicazioni elettroniche, e hanno tipicamente periodicità mensile o settimanale, con l'obiettivo di diventare appuntamenti fissi nella vita di una città.
A condizione che si presenti una sufficiente quantità di biciclette nel luogo e nell'orario convenuti, queste si mettono in movimento sulle strade urbane formando un blocco compatto, che occupa una o più corsie stradali muovendosi alle velocità tipiche del ciclismo non agonistico (da 10 a 20 Km/h).
Questo spesso basta a moderare il frenetico scorrimento del traffico urbano, creando oasi di bassa velocità, sicurezza e socialità per i ciclisti. Non sempre le reazioni degli automobilisti al rallentamento sono favorevoli, a causa degli ingorghi che si formano dietro la massa, anche se alcuni aprezzano il temporaneo cambiamento del panorama urbano.
Onde prevenire lo sfaldamento della massa, alcuni partecipanti possono prestarsi all'attività di corking, ovvero a fermare più o meno gentilmente le automobili alle intersezioni onde evitare che si inseriscano all'interno del corteo ciclistico frammentandolo (e aumentando il pericolo per i partecipanti).
Il numero minimo di biciclette necessario a formare una massa critica varia a seconda delle dimensioni della città, delle condizioni del traffico, del coraggio dei partecipanti.
Non esiste un numero massimo di ciclisti, ma in caso di masse critiche di grandi dimensioni (alcune migliaia di partecipanti) si sono verificati spontanei fenomeni di mitosi, ovvero la separazione in più tronconi di massa critica, che si muovono indipendentemente su percorsi diversi.
Non vi sono quasi mai percorsi predefiniti, e chi si trova al momento in testa alla massa decide il percorso di volta in volta, tranne in pochi casi in cui le autorità di polizia locale obbligano a definire un percorso per la massa critica. Lasciando il controllo del percorso in mano a "chi si trova davanti", a volte capita che il gruppo al comando decida che fino a quel momento si è andati troppo piano o che il percorso era troppo facile (a una massa critica può partecipare chiunque, anche bambini o anziani) e costringano tutta la massa a seguire il loro ritmo. In casi simili qualcuno si fa avanti e prova a parlare per convincerli a rallentare o tornare in zone meno difficili. Nel caso la diplomazia non dia risultati la soluzione migliore adottata dai ciclisti è dividere il gruppo e lasciare che quelli che vogliono correre vadano a sfogarsi altrove ("Critical Mass non è una gara!").
Ciascun ciclista partecipa alla massa critica con proprie motivazioni, tra cui la voglia di fare un giro in bicicletta, l'impegno ambientalista o per la sicurezza dei ciclisti sulle strade, il gusto anarchico e situazionista dell'atto, il felicitarismo urbano, l'eccesso di testosterone. Questi ultimi sono talvolta protagonisti di episodi di provocazione gratuita a danno degli automobilisti.
Talvolta la pratica della massa critica entra in conflitto con le regole della circolazione stradale. Ad esempio, se un semaforo diventa rosso mentre la massa lo sta attraversando, spesso si preferisce privilegiare la continuità della massa, e si continua ad impegnare l'incrocio. Ciascun partecipante è responsabile a titolo personale dei propri atti, e quindi decide autonomamente se e quali norme violare. Approfittare della "forza del branco" per lasciarsi andare a provocazioni o vandalismi gratuiti non è generalmente ben visto dalla maggior parte dei partecipanti.
In caso in difficoltà meccaniche, diverbi con automobilisti, interventi dell'autorità, normalmente i ciclisti sono solidali tra di loro, e almeno qualcuno si ferma a dare appoggio alla vittima.
Vista la mancanza di organizzazione, di leader riconosciuti, di percorsi predefiniti, la massa critica non può essere equiparata ad una manifestazione organizzata, e questo mette spesso in difficoltà cognitiva le autorità, che non hanno un referente preciso a cui rivolgersi.

Questa era la descrizione che ho trovato su wikipedia.

Critical mass a Roma

Cliccando qui, potete vedere un film girato durante il raduno interplanetario nella capitale italiana (ciemmona maggio 2006).

Con grande piacere ho scoperto che quest' iniziativa è attiva da molti anni anche a Catania (città dove abito).


Per vedere se è presente anche dove abitate voi cliccate qui: Raduni Critical Mass Italia

4 commenti:

roberto ha detto...

anche qui a Bari la Giunta Comunale si sta muovendo per sensibilizzare la cittadinanza all'uso della bici in città..ed anche in maniera piuttosto suggestiva...guarda il mio post!

http://robertovarese.blogspot.com/2007/06/una-piccola-critical-mass-bari.html

Ciao.

enrico ha detto...

Sono di desenzano del garda, di cui forse avrai già sntito parlare (in provincia di Bresica)Volevo dire che anche è già stata attuata una volta la Critical mass, purtroppo con l'afflusso di 6 persone: io,mio fratello,mio padre,un amico di mio padre, sua moglie e sua figlia.
Una marea no?!?!?!?!?!?!
Era stata organizzata in occasione dell'ultimo blocco del traffico(mi sembra almeno a livello proviciale) e Desenzano aveva aderito al blocco. E se ben ricordate venne chiuso alle macchine solo il lungo lago (zona con alto passaggio di auto!). Dunque per creare un po'di scompiglio mio padre e questo suo amico ambientalista hanno messo in piedi una Critical mass ambientalista. Purtroppo, però, causa pioggia l'affluenza dei ciclisti è stata quella detta di sopra. Questo per dire che l'idea è già stata partorita, bisogna solamente diffonderla e partecipare con una certa costanza.
Infatti malgrado il numero esiguo e la pioggia, per il tratto di statale che va'dalla spiaggia d'oro fino all'incrocio col semaforo davanti all'Estee, siamo riusiti a far rallentare notevolmente il traffico e a creare disagi alla circolazione! E'stata una bellisssima esperienza e avventura per via della pioggia. Cosiglio a tutti gli interessati di provarla

Anonimo ha detto...

Mi sono trovato nel bel mezzo della manifestazione a Roma.

Ho chiesto ad un vigile cosa fosse mi ha detto: "non è una manifestazione autorizzata, ci hanno avvisato 20 minuti fa."

Ho chiesto ad un ciclista dove andassero, mi ha detto: "Boh! io seguo gli altri."

Risultato: su una sponda del lungo tevere strada deserta e corteo di ciclisti. In più qualche moto o motorino che venivano prontamente insultati. Sull'altra sponda: caos totale del traffico per 20 minuti, con sensibile intensificazione dell'inquinamento dovuto ai gas di scarico.
I cittadini ringraziano.

Saluti
Michelangelo

Gaetano ha detto...

Ci sarebbe traffico comunque. Per un giorno, al posto di quello di auto, c'è quello di bici.

I cittadini ringraziano?? Il mondo ringrazierebbe TE se lasciassi a casa l'auto!!

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