sabato 20 gennaio 2007

Emilio Franzina a Vicenza. No alla base USA



In questi giorni è molto accesa la questione sull' ampliamento della base militare americana a Vicenza.
In alto potete vedere un grandissimo intervento di Emilio Franzina al consiglio comunale di Vicenza che si oppone fermamente all' allargamento della base militare USA nella sua città. E' proprio un grande, sembra il Berlusconi dell' estrema sinistra (come combattività intendo). Il filmato risale ad un paio di mesi fa. Naturalmente spero tanto che l' ampliamento non avvenga ma per come si sono messe le cose la vedo dura...anzi durissima. Tra la sinistra moderata e la destra non ci sta molta differenza.


Qui sotto, invece, un video della gente comune.



Questo cartellone mi è piaciuto molto:

Usurpano

Suoli

Altrui


Per chi non conoscesse Emilio Franzina:

E' nato a Valdagno il 10 marzo 1948. E' Professore ordinario di Storia Contemporanea
nell’ Università degli Studi di Verona nella Facoltà di Lettere e Filosofia. Membro di alcune accademie, è Presidente dell’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea; lavora molto all’ estero come docente e visiting professor.
I suoi interessi spaziano dalle ideologie economiche allo sviluppo capitalistico e industriale, dalla diaristica alla scrittura popolare, dal movimento cattolico a quello socialista fra otto e novecento anche se il suo campo d’ indagine privilegiato, da circa trent' anni a questa parte , sono i movimenti migratori di massa con particolare riguardo alla storia del Brasile e dell’America Latina da un lato e dell’ area regionale veneta e dell’ Italia continentale da un altro.
E' anche il capogruppo di Rifondazione comunista al consiglio comunale di Vicenza.

Franzina ha scritto moltissimi libri. Ne cito alcuni:

L’esodo dei rurali dal Veneto (Marsilio 1976)

I Veneti in Brasile (Accademia Olimpica 1977)

Vicenza. Storia di una città (Neri Pozza 1980)

La transizione dolce (Cierre 1990)

Storia dell' emigrazione veneta dall' unità al fascismo (ivi 1991)

L’immaginario degli emigranti (Pagus 1992)

Gli italiani al nuovo mondo. L’emigrazione italiana in America , 1492-1942 (Mondadori 1995)

Casini di guerra. Il tempo libero dalla trincea e i postriboli militari nel primo conflitto mondiale (Gaspari 1999)

Il Veneto ribelle. Proteste sociali, localismo popolare e sindacalizzazione tra l’unità e il fascismo (ivi 2001)

Storia dell' emigrazione italiana (Donzelli 2001-2002)

l fascismo e gli emigrati (Laterza 2003)

5 commenti:

Francesco - ChaZ ha detto...

Sinceramente è un bel problema.
Ho analizzato la faccenda e non riesco a prendere una posizione.
Premetto che abitando a 5 km dalle base USA di Aviano, so che cosa significa avere gli americani come vicini (e 50 testate atomiche quasi sotto il c**o).

Allora:
Da una parte, capisco benissimo gli abitanti di Vicenza, che si ritrovano una base militare nuova di americani. Anche se ho letto che i motivi di protesta sono variegati come l'impatto ambientale, il fatto che ci siano dei militari, il fatto che ci siano americani, ecc.
Però c'è anche una grossa fetta di Vicentini che la vorrebbero questa base. Non è stato detto ad alta voce, ma è vero.


Dall'altra parte, l'Italia ha un alleanza internazionale militare (NATO) mica solo con gli stati uniti, ma con tutte le altre nazioni aderenti. Gli impegni presi (da Berlusca in questo caso) che lo si voglia o no andrebbero rispettati. Non dimentichiamo che la Nato e gli americani hanno tolto le castagne dal fuoco a molti e in molte occasioni (esempio ex Yuogoslavia). E a volte l'hanno fatta franca (strage del Cermis, su tutte).

Se c'è una cosa che non capisco è perchè fare una nuova base quando non c'è più comunismo in giro, nè cortina di ferro, ne terroristi islamici che sono pronti a lla frontiera slovena ad attacarci.
La domanda è, proprio qui la dovete fare?

E poi, non so a chi dovrebbe competere la decisione. Visto che si tratta di un accordo internazionale il governo ha dato la sua posizione (condivisibile o no). Ma io sarei dell'idea che siano i cittadini a scegliere democraticamente.

Il problema VERO è che bisognava farlo PRIMA, NON adesso.

PRIMA si consultano i cittadini, POI si prende la decisione.
Quindi non so se i vicentini contro debbano prendersela con Prodi, perchè è stato qualcun altro che ha deciso (in silenzio?) per loro.

Insomma è un bel casino. Sarò controcorrente ma non riesco a dare la colpa a totalmente a Prodi.

Forse si potrebbe trovare un compromesso, non so. Ammesso che si faccia la base, gli americani dovrebbero investire un fracco di soldi per la città di Vicenza, migliorare trasporti, infrastrutture e servizi e così via, di modo da dare e avere.
Che ne so, lì investirebbero 500 mln di dollari per la base? Benissimo ne danno altri 200 per Vicenza per fare parchi e migliorare i servizi.
Può essere un'idea, anche se un po' balzana.

Comunque non riesco a prendere una posizione precisa.
Qui gli americani non hanno mai dato problemi. La base di Aviano è la più grande del mediterraneo, la comunità USA è di 20.000 persone circa. Senz'altro non ce l'ho su con loro solo perchè sono americani.

Certo una revisione del patto atlantico è necessaria, la guerra fredda è finita da tempo. Credo che avverrà col tempo però, ci vorranno anni o forse decenni. Se l'Europa per esempio avrà più peso internazionale come lo ha già a livello finanziario (girano più euro che dollari nel mondo) non ci sarà più un dominio "militare" americano, proprio perchè il modello europeo è quello veramente democratico e di pace.

Alessio ha detto...

Gran bel commento francesco. Ottima analisi.

aghost ha detto...

ci sono alcune cose che non capisco:

1) la base è una base Nato o una base USA? La differenza non mi pare irrilevante.

2) invocare il rispetto degli accordi internazionali e, più segnatamente, quelli con gli americani, che del diritto internazionale hanno fatto e fanno carne di porco, mi pare piuttosto singolare

Andrea - SanStae ha detto...

forse appare strano che scriva commentando un post di così tanto tempo fa, ma visto che si parla della mia città non ho saputo resistere.

penso che nell'analisi di francesco manchino dei punti vitali. Mi spiego:

la grossa fetta di vicentini che sosterrebbe la costruzione della nuova base non è affatto tale. si tratta delle poche centinaia di lavoratori della Ederle (attuale base USA) e qualche industriale che pensa (non so su che basi) di guadagnarci qualcosa. si solleva di solito il problema del posto che questi lavoratori perderebbero senza l'ampliamento: peccato che a Vicenza la disoccupazione praticamente non esista, chiunque può trovare lavoro. Per quanto riguarda gli industriali la realtà è che i soldati americani non spendono un cent al di fuori della base, a parte nei bar del centro, in cui si ubriacano alla grande per tutto il weekend.

Resta poi il dilemma: 700 lavoratori possono ricattare 100mila abitanti? ma sorvoliamo.

Veniamo all'alleanza NATO. La base di Vicenza non è mai stata NATO, è esclusivamente una base USA. e penso che questo sia molto rilevante ai fini degli accordi presi, che sanno tanto di vacanza in sardegna, bandane e risiko: solo che loro a risiko ci giocano sulla nostra pelle.

Per quanto riguarda invece l'accordo internazionale, mi sembra, ma non vorrei diffondere false notizie, che non sia materia su cui le amministrazioni locali abbiano la possibilità di esprimersi. anche se il comune di Vicenza, l'ha fatto: un bel SI al progetto. potrebbe essere accidentale, ma la giunta è di centrodestra, guidata da Hullweck, che come testimone di nozze ha avuto il berlusca... fatalità!

l'antiamericanismo certo esiste, anche in alcuni che fanno parte del movimento "no al dal molin", ma sono davvero la minima parte. il resto sono tutte famiglie che di filosofia della politica sanno ben poco, ma che sanno che una base sotto il sedere complica la vita. senza contare che gli americani arrivano e godono di condizioni del tutto privilegiate nei confronti della popolazione: ad esempio praticamente non pagano acqua, luce e gas. non dovrebbe essere il contrario?

non vorrei passare per uno convinto che gli americani siano la feccia del mondo. anzi: molti miei familiari hanno lavorato nella base, io ci sono cresciuto e ho amici americani. sono anche convinto che gli americani abbiano svolto un ruolo fondamentale nella nostra storia, e che una certa riconoscenza li sia dovuta. ma questo non fa dell'italia la base di partenza della loro lotta per la supremazia, e fine.

Anonimo ha detto...

BEH...CHE DIRE, DA VICENTINO CONTRARIO ALLA SECONDA BASE AMERICANA DEVO AMMETTERE CHE FRANCESCO HA FATTO UN GRAN DISCORSO. COMPLIMENTI CONDIVIDO PIENAMENTE QUELLO CHE HAI SCRITTO.

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