martedì 24 novembre 2009
Il futuro elettrico di Nikola Tesla
Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
Parte 5
venerdì 9 ottobre 2009
Barack Obama nobel per la pace ed Alfred Nobel

Ieri è stato assegnato il premio Nobel per la pace a Barack Obama, sinceramente non so se sia stata la scelta giusta in quanto di fatti concreti ancora se ne sono visti ben pochi ma spero che questo premio di "incoraggiamento" serva a condizionare in bene le future decisioni del presidente americano, in fondo tutto il mondo è come se fosse nelle sue mani.
Oggi comunque, più che su questa notizia, volevo soffermarmi proprio sul premio Nobel in se spiegandone la sua storia, ecco quindi cosa ci racconta wikipedia sul suo inventore, una storia decisamente curiosa:
Alfred Bernhard Nobel (Stoccolma, 21 ottobre 1833 – Sanremo, 10 dicembre 1896) è stato un chimico svedese.
È noto per essere stato l'inventore della dinamite e l'ideatore del Premio Nobel.
Discendente di Olof Rudbeck, scienziato e scrittore svedese del XIX secolo (secolo in cui la Svezia era fra le nazioni più potenti del Nord-Europa), nacque in un'agiata famiglia di ingegneri, Nobel ricevette un'istruzione privata in Russia, dove la sua famiglia si trasferì quando era giovanissimo.
Nel 1867 inventò la dinamite, riuscendo a far assorbire la nitroglicerina (inventata una ventina d'anni prima dall'italiano Ascanio Sobrero), da una polvere inerte in modo da renderla maneggiabile. La sua avveduta gestione della scoperta gli consentì in breve tempo di aprire società e laboratori in una ventina di paesi fra cui uno dei più grandi stabilimenti di produzione in Italia ad Avigliana (TO). Assommò la disponibilità di circa 350 brevetti, rendendo il suo gruppo finanziario uno fra i più potenti del pianeta. Ma l'apice del successo coincise con un evento tragico: durante un esperimento esplosivo in una delle sue fabbriche, morì il fratello, e il padre che assisteva all'esperimento, perse le gambe.
Nobel ebbe anche delle velleità letterarie, scrisse infatti un certo numero di poesie e drammi, e pensò anche di dedicarsi esclusivamente a questa attività.
Il 27 novembre del 1895, sottoscrisse il suo famoso testamento, con il quale istituiva quei riconoscimenti che oggi sono noti come premi Nobel. Un anno più tardi morì per una emorragia cerebrale nella sua casa sulla Riviera Ligure, precisamente a San Remo.
Si ipotizza che Nobel istituì il famoso premio omonimo proprio perché si era accorto della terrificante potenza distruttiva della sua invenzione e in qualche modo volle rimediare al "danno" fatto con la premiazione dei personaggi che si erano distinti nelle discipline che in qualche modo sensibilizzano e aiutano l'uomo a vivere in modo più piacevole la propria vita.
giovedì 25 giugno 2009
Loreena McKennitt - Live in Taormina
Ieri sera sono stato nella bellissima Taormina nel teatro greco-romano per assistere al concerto di Loreena McKennitt unica sua tappa in Italia.
Sono diversi anni che ascolto questa cantante e la trovo veramente incantevole, mi fa spesso venire la pelle d'oca per l'atmosfera magica che mette nelle sue canzoni, se non la conoscete vi consiglio di guardare qualche suo video su YouTube, ieri è stata veramente fantastica, è incredibile come riesca a cantare bene dal vivo, poi con una cornice come il teatro greco romano, un bellissimo cielo stellato, ed uno splendido panorama vi lascio immaginare la magia di quel concerto.
In alto trovate un video che ho registrato io durante il concerto dove cantava Santiago, la canzone che ho inserito nel mio primo video musicale che ho montato in vita mia (lo trovate in questo mio vecchio post).
Qui sempre ieri durante l'esecuzione di Marco Polo:
Che ne pensate? vi piace? la conoscevate già?
martedì 3 febbraio 2009
Perdita di fertilità nei maschi in aumento, studi al riguardo
Due studi, uno condotto in Francia e l'altro in Danimarca, hanno come conclusione comune il peggioramento della qualità dello sperma.
“Abbiamo deciso di procedere con l'analisi dei nostri dati, che riguardavano più di 1300 uomini e l'idea iniziale era quella di affermare che non c'era alcuna modificazione nella qualità dello sperma per poi poter dimostrare che in 20 anni, in una città come Parigi non ci sarebbero stati cambiamenti importanti.”.
I donatori parigini costituiscono una popolazione omogenea, in quanto hanno tutti almeno un figlio. Le loro cartelle, documentate in maniera scrupolosa, sono tutt'ora conservate negli archivi del centro.
Grazie alla precisione dei dati, questa ricerca diventa un punto di riferimento a livello mondiale. Le conclusioni sono a dir poco sconvolgenti: in un lasso di tempo di 20 anni, l'abbassamento degli spermatozoi dei parigini ha quasi raggiunto il 40%, in altre parole -2% all'anno.
Se in Francia, Pierre Jouannien non ha ottenuto i mezzi per proseguire le sue ricerche - “contare gli spermatozoi non è scienza”, questa la risposta del ministero - in Danimarca le autorità prendono la faccenda sul serio, in quanto se la diminuzione continua, viene messa in discussione la capacità di una popolazione a riprodursi.
Dal 1996 i danesi hanno lanciato un programma di osservazione di 400 coscritti all'anno. I risultati non sono affatto rassicuranti: 1 giovane danese su 5 ha una quantità molto debole di sperma qualitativo, così debole da alterarne la fertilità.
Osservate lo sperma di questo giovane donatore e paragonatelo allo sperma di miglior qualità alla fine di questo video:
Gli spermatozoi sono meno numerosi, hanno una minore mobilità e alcuni di essi presentano due teste.
Estratto n. 2
Se alcuni prodotti chimici possono agire come ormoni per gli uomini, le conseguenze non sono da sottovalutare. Nella natura troviamo residui di contaminanti di ogni sorta. Possono questi avere effetti sull'intero ecosistema?
Tyron Hyze è un esperto sugli anfibi riconosciuto a livello mondiale. Le rane vivono in vari ambienti: in paludi, ruscelli e fiumi, in zone protette ma anche in luoghi sottoposti ad un'agricoltura intensiva.
Su richiesta del gruppo farmacologico Singenta, Hyze ha testato sulle rane gli effetti del loro erbicida più venduto al mondo, l'atrazina. Nel laboratorio dell'università di Berkeley in California, Hyze ha esposto i girini a basse dosi di atrazina, dosi identiche a quelle che si possono trovare nell'ambiente.
“La prima volta che abbiamo fatto l'esperimento, il mio tecnico è venuto a portarmi i risultati e non potevo credere ai miei occhi. Ho riorganizzato i dati in modo che non avesse più alcun riferimento sull'identità dei campioni e gli ho detto di ricominciare. Ha rianalizzato i dati e i risultati erano identici. Abbiamo chiesto in seguito ad alcuni studenti di rifare l'esperimento e abbiamo ottenuto le stesse conclusioni ripetutamente.
A quel punto ho cominciato a crederci.”.
I maschi di rana esposti all'atrazina sono diventati ermafroditi: i testicoli contengono ovuli. La ricerca è riportata sul New York Times e scatena un'evidente controversia, in quanto le dosi utilizzate da Hyze sono considerate inoffensive.
Il gruppo Singenta contesta l'esito della ricerca e si rifiuta di finanziare Hyze. E mentre altri ricercatori tentano di riprodurre i test in laboratorio, Hyze continua a prelevare campioni sul territorio. Su scala mondiale gli anfibi sono in diminuzione, più della metà rischia l'estinzione e nessuno è a conoscenza del perchè.
Dopo aver percorso migliaia di chilometri e qualche centinaia di paludi, Tyron Hyze trova le risposte che cercava.
Estratto n. 3
Da anni i residui di pesticidi sono stati oggetto di ricerche sui perturbatori endocrini. Possiamo comunque affermare che siano essi i soli responsabili?
Come spesso accade in ambito scientifico la risposta a questa domanda è apparsa in maniera del tutto accidentale. Un incidente di percorso ha dimostrato che i perturbatori endocrini hanno invaso la nostra quotidianità e che sono presenti dove mai nessuno avrebbe pensato che esistessero.
Hanna Soto e Carlos Sonnenschein sono biologi. Lavorano su di un tipo di cellule cancerogene. Affinché queste cellule prolifichino, i biologi le hanno esposte ad estrogeni, ovvero ormoni femminili.
Un bel giorno, Hanna e Carlos hanno scoperto che anche le cellule di controllo hanno iniziato a moltiplicarsi.
“Fu come se tutte le cellule fossero state esposte agli estrogeni, anche quelle che abbiamo lasciato volontariamente inesposte. Non riuscivamo a capire, così abbiamo ricominciato da capo e abbiamo ottenuto lo stesso risultato.
A quel punto capimmo che qualcosa di anormale stava accadendo.”
Ci vollero mesi di ricerca per scoprire la chiave dell'enigma: la contaminazione proveniva dall'uso di un tubo di plastica. La plastica, un materiale considerato inerte, conteneva un componente che agiva come un ormone femminile ed è questo componente che ha provocato la proliferazione delle cellule cancerogene.
“La nostra prima reazione fu di sorpresa. Più tardi abbiamo capito le conseguenze della nostra scoperta: se, per esempio, questa plastica è contenuta in un tubo di laboratorio, può essere allo stesso modo presente nei biberon, e questo vuol dire che i neonati sono esposti ad ormoni.”
Prodotti detergenti, imballaggi di conserva, bottiglie di plastica, biberon... Soto e Sonnenschein hanno effettuato test su di un centinaio di oggetti usati quotidianamente e hanno trovato molecole chimiche ad effetto ormonale come, ad esempio, il bisfenolo A o il nonilfenolo. Queste sostanze sono presenti in quantità scarsa, troppo scarsa, secondo quelli che screditano la ricerca, per produrre effetti.
In tossicologia esiste una regola d'oro: è la dose a costituire il veleno. In altri termini, il prodotto diventa tossico solamente a partire da una certa quantità. Al di sotto di questa soglia, la sostanza è inoffensiva.
Molti ricercatori sostengono che questa regola non si applica nel caso dei perturbatori endocrini e ribattono dicendo che non è la dose a fare la differenza, ma il momento e la durata dell'esposizione.
In che modo gli ftalati si ritrovano nel sangue umano?
“Non abbiamo mai analizzato un campione biologico che non contenga ftalati. Sangue, latte materno, urine... Non abbiamo trovato nemmeno una persona che non sia stata esposta agli ftalati. Una delle fonti principali di questa sostanza sono i cosmetici, come, ad esempio, le creme che, ogni mattina, le donne si spalmano sulla pelle.”.
Dove vanno gli ftalati contenuti nei prodotti cosmetici? Restano nell'organismo o vengono smaltiti rapidamente?
Per rispondere a questa domanda, il gruppo di ricerca di Skackelbach ha appena realizzato uno studio unico al mondo. Tutti i giorni e per un periodo 2 settimane, 26 uomini di giovane età sono stati ricoperti di creme cosmetiche dalla testa ai piedi.
La prima settimana è stata utilizzata una crema di base, la seconda settimana una crema contenente 2 ftalati ed un paraben di largo consumo. Subito dopo l'applicazione, i ricercatori hanno preso un campione sanguigno per analizzare il tasso di ormoni e la presenza di ftalati e di paraben.
“Se non li volete mangiare, non li dovete neanche mettere sulla pelle, perché è nell'organismo che queste sostanze andranno a finire. Mettete un po' di crema che usate abitualmente sul vostro braccio e sul tavolo. La crema che è sul tavolo ci resterà, non evaporerà e non sarà assorbita e dopo 10 minuti sarà sempre lì dove l'avete lasciata. Poi guardate il vostro braccio e accorgetevi che la crema che ci avete messo è sparita. Dove è andata? La risposta è ovvia, e' penetrata nel vostro organismo, poiché non può andare altrove. Quindi quando applicate una crema che contiene ftalati, questi ultimi entrano nel vostro corpo e si ritrovano in grande quantità nel sangue, perchè se vi siete spalmati la crema su tutto il corpo gli ftalati vengono assorbiti in grandi quantità.”
Un'ora dopo l'esposizione si trovano già tracce di ftalati nel sangue. Sebbene gli ftalati siano metaboliti e, cioè, vengano metabolizzati in 24 ore, nel caso in cui la crema sia utilizzata tutti i giorni, l'esposizione risulta permanente.
Qui i restanti video della trasmissione che ha parlato di questi studi:Molto preoccupante non trovate?
lunedì 26 gennaio 2009
Disastri ambientali: Seveso 1976
Leggendo un libro di igiene edilizia ed ambientale mi sono ritrovato davanti ad una tabella con i più grandi disastri ambientali mondiali:
1930 Valle della Mosa
1945 Hiroshima e Nagasaki
Anni 50 baia di Minnamata (pesce contaminato da mercurio)
1952 Londra, smog fotochimico
1976 Seveso
1986 Chernobyl
1920-1990 Esposizione in tutto il mondo all' amianto
La mia attenzione è subito andata al 1976 ovvero al disastro ambientale italiano di cui, ammetto la mia ignoranza, non avevo mai sentito parlare.
Mi sono subito documentato su internet e visto che sicuramente molti giovani non conosceranno questo disastro ne parlo per non dimenticare uno dei più grandi disastri ambientali d'Italia:
Il disastro di Seveso fu causato da una fuga del composto chimico TCDD, una tra le più pericolose diossine, che intossicò la popolazione locale, inquinò aria, terreni e cose, e che uccise migliaia di animali. Decine di migliaia di animali furono soppressi in seguito per stroncare sul nascere il rischio di propagazione della contaminazione chimica.
Verso le 12:37 di sabato 10 luglio 1976 nello stabilimento della società ICMESA di Meda, confinante con Seveso, un reattore chimico destinato alla produzione di triclorofenolo, un componente di diversi diserbanti, perse il controllo della temperatura e si scaldò oltre i limiti previsti.
La causa prima fu probabilmente un arresto volontario della lavorazione, senza azionare il raffreddamento della massa.
L'apertura delle valvole di sicurezza evitò l'esplosione del reattore ma l'alta temperatura causò una modifica della reazione con una massiccia formazione di 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD). La TCDD venne rilasciata e trascinata verso sud dal vento in quel momento prevalente. Si è quindi formata una nube tossica che ha colpito i Comuni di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Desio. Le prime avvisaglie furono l'odore acre e le infiammazioni agli occhi. Pur non essendoci stati morti, circa 250 persone riscontrarono la cloracne (dermatosi provocata dall'esposizione al cloro e ai suoi derivati, che crea lesioni e cisti sebacee), mentre gli effetti sulla salute generale sono ancora oggi oggetto di studi. È infatti opinione della popolazione locale che sia aumentata la percentuale di tumori nella zona.
Le abitazioni comprese nella zona A, la più colpita, furono demolite e il primo strato di terreno venne rimosso. Gli abitanti della zona A vennero evacuati dopo ben 16 giorni e ospitati in apposite strutture alberghiere. La zona A venne presidiata per impedire a chiunque di entrare. Dopo 10 anni, in questa zona è sorto il "Bosco delle Querce". Invece le zone B e la zona di rispetto furono tenute sotto controllo (divieto di coltivazione e di allevamento). La popolazione venne avvisata dell'evento solo dopo 8 giorni.
Tra gli studi più recenti, si rileva come ancora a 33 anni di distanza dal disastro, gli effetti, misurati su un campione statisticamente ampio di popolazione, 1772 esposti ed altrettanti controlli, siano elevati. Nello studio, in sintesi, la probabilità di avere alterazioni neonatali ormonali conseguenti alla residenza in zona A delle madri è 6.6 volte maggiore che nei controlli. Le alterazioni ormonali vertono sul TSH, la cui alterazione, largamente studiata in epidemiologia ambientale, è causa di deficit fisici ed intellettuali durante lo sviluppo.
In alto trovate alcuni servizi televisivi su questo disastro mentrequi sotto una canzone che Antonello Venditti cantò per il disastro ovvero "Canzone per Seveso":
Era il dieci luglio di una terra senza colpa
bambini nei giardini giocavano nel sole
e l'aria era di casa, di sugo e di fatica
e vecchi nella piazza parlavano d'amore e donne al davanzale lanciavano parole
sepolte ormai nel ventre
di madri perdute, perdute dal cielo proprio sopra di noi che restiamo a guardare
morire le radici, i preti perdonare
proprio sopra di voi
che vivete tranquilli
nella vostra coscienza di uomini giusti
che sfruttate la vita per i vostri sporchi giochetti
allora allora ammazzateci tutti!
Noi siamo qui prigionieri del cielo come giovani indiani risarciteci i cuori
noi siamo qui senza terra né bandiera aspettando qualcosa da fare
e che non porti ancora dei torroni a Natale
telegrammi "ci pensiamo noi" condoglianze! condoglianze!
Da notare in questo disastro la lentezza dei provvedimenti e l'aver avvisato la popolazione della nube tossica solo 8 giorni dopo! Quando si sprigiona una nube tossica solitamente tutte le autorità tendono subito a dire "nessun pericolo", io sinceramente, anche per via di questo precedente, non riuscirei a stare tranquillo. Che ci serva da lezione.
lunedì 12 gennaio 2009
Rebus che bella trasmissione. Rifiuti e Zeitgeist
Qualche giorno fa ho fatto vedere ad una mia amica il documentario Zeitgeist che gli è piaciuto moltissimo e quindi poi abbiamo parlato di come sarebbe bello se simili lavori ogni tanto finissero pure in televisione. Sono andato un attimo alla ricerca su internet per vedere se per caso qualche emittente l'aveva trasmesso e con stupore ho visto che la trasmissione di Odeon chiamata Rebus aveva svolto egregiamente questo compito.
Oggi quindi vi propongo proprio la prima parte della puntata dov' è stato trasmesso Zeitgeist nella quale vengono trattate due tematiche, la prima esterna al documentario parla in maniera impeccabile del problema rifiuti-inceneritori in Italia, al minuto 32.20 trovate anche un illuminante intervista a Paul Connect che parla della strategia rifiuti zero ed altre tematiche interessantissime. Successivamente, a partire dal 39esimo minuto viene proposto il documentario Zeitgeist e nel video sopra trovate la prima parte quella riguardanti le religioni dove si spiega anche che in realtà Gesù non è altro che il Sole.
Se simili trasmissioni andassero in onda spesso anche nelle TV molto visite sicuramente ci ritroveremmo società decisamente più illuminata e acculturata. Complimenti ad Odeon al conduttore Maurizio Decollanz a tutti coloro che lavorano nella trasmissione Rebus la quale ha anche un blog ed è presente su Facebook.
venerdì 9 gennaio 2009
Wasabi !

Ieri ho parlato dei nostri paninari e della cucina italiana affermando che secondo me era la migliore al mondo ma il caro lettore alexilgrande non si è trovato daccordo con questa mia considerazione e quindi mi ha portato ad un ulteriore riflessione che mi ha fatto pensare alle varie pietanze delle altre cucine mondiali; inevitabilmente la mia attenzione è andata subito ad uno dei cibi dal sapore più brutto che abbia mai mangiato ovvero il Wasabi, essendo appassionato del Giappone per me era impossibile non provarlo. Ho avuto il "piacere" di gustarlo per la prima volta in un ottimo ristorante giapponese a Torino e rimasi veramente sconvolto da quanto questa pasta verde potesse fare schifo...io l'ho sempre definita con un sapore di batterie scariche molto acide...per rendere un po l'idea.
Il Wasabi si ottiene dal rizoma di una pianta chiamata Wasabia japonica, qui sotto una sua piantagione ed il suo rizoma:

La pasta wasabi viene spesso usata per accompagnare pesce crudo in quanto si dice che essa abbia una funzione antibatterica, le molecole che conferiscono il suo inconfondibile aroma sono degli isotiocianati tra cui: 6-metiltioesil isotiocianat, 7-metiltioeptil isotiocianato, 8-metiltiottil isotiocianato, sostanze note per inibire la crescita microbica con evidente funzione battericida, inoltre, secondo dei ricercatori della facoltà di medicina dell' università di Firenze, il consumo regolare di wasabi sarebbe in grado di alzare la soglia di percezione del dolore, grazie all'effetto del wasabi receptor (Trpa1). Il wasabi viene anche usato come allarme antiincendio per i sordi che dormono spruzzando nell' aria il suo forte aroma. Insomma una pianta veramente interessante dalle mille potenzialità ma dal gusto veramente pessimo.
Molto tempo fa vedendo una locandina del film per strada ebbi la fortuna di vedere al cinema il film chiamato Wasabi (in sala ero solo io e la mia ragazza, non mi era mai capitato di vedere un film con così poca gente al cinema!), chiamato così proprio per una scena dove la pasta verde la fa da protagonista ovvero questa:
Fu proprio in questo modo che conobbi il Wasabi e da li mi venne la voglia di assaggiarlo. Io vi consiglio vivamente di non farlo e se proprio volete farvi del male fatelo con moltissima cautela, anche un granello piccolissimo vi può provocare il disgusto più assoluto, per cercare il video qui sopra mi sono imbattuto anche in questi incredibili filmati che spopolano su YouTube dove dei pazzi sniffano il wasabi con le relative ed ovvie conseguenze...beh se avete intenzione di mangiarlo prendete in considerazione che potrebbe accadere a voi la stessa cosa che accade a loro:
Avete ancora voglia di assaggiarla o l'avete mai fatto? se si vi è piaciuta? Sicuramente in Giappone piacerà a molti, io comunque continuo a preferire un buon piatto di pasta alla norma e le nostre splendide pietanze mediterranee.
P.S. Ringrazio Brian, Alex, SolarTime e Polites per i premi che mi hanno assegnato.
mercoledì 7 gennaio 2009
Diario Del Saccheggio: La Crisi Argentina
Ieri ho avuto la fortuna di imbattermi nel documentario di Fernando Ezequiel Solanas chiamato Diario del Saccheggio e realizzato nel 1994 sulla crisi Argentina.
Dato che molti sostengono che in Italia sta avvenendo quello accaduto in quel paese, nulla di meglio della visione di un documentario simile che può illuminarci su molte cose.
Io l'ho trovato molto costruttivo, per questo ne consiglio la visione.
lunedì 24 novembre 2008
Zeitgeist Addendum ed il progetto Venere
Da pochi giorni finalmente, i ragazzi di LuogoComune hanno finito la traduzione del seguito del bellissimo ed illuminante documentario Zeitgeist chiamato Zeitgeist Addendum.
Il film è stato prontamente caricato su google video e potete vederlo in alto direttamente su questo blog.
Questa volta il documentario si spinge oltre proponendo anche soluzioni su come risolvere i problemi della nostra società. E' stato creato un progetto denominato Venere il quale si impegna ad attuare il cambiamento necessario affinché l'uomo possa uscire da questo sistema avido e corrotto che ci sta portando alla distruzione.
La tematica principale trattata nel film è economica sottolineando l' enorme potere delle banche e delle multinazionali nel nostro sistema ma si sofferma anche sui problemi ambientali illustrando soluzioni per ridurre l'inquinamento ed ottenere energia pulita.
Per ulteriori informazioni potete visitare il sito ufficiale del movimento: http://thezeitgeistmovement.com
Spero tanto che vedrete questo bellissimo film ne vale veramente la pena.
P.S. Potete vederlo anche a tutto schermo cliccando nel pulsante in basso a destra nel riquadro del video.
Aggiornamento 27 novembre 2008: Il film potete anche scaricarlo cliccando qui (404 MB).
mercoledì 1 ottobre 2008
L'omosessualità NON è una malattia
Purtroppo, molte persone, soprattutto per l' educazione cattolica, ritengono che l'omosessualità sia una malattia. Sopra potete vedere un video (tratto da Radio Maria) che vi farà capire cosa dice la chiesa al riguardo e perché molti cattolici pensino questo.
I poveri omosessuali con fede vivono in una condizione di stress incredibile per colpa della chiesa, molti come Valerio, l'omosessuale del video sopra, prendono anche psicofarmaci per cercare di curarsi ed alcuni si sono anche suicidati.
L' omosessualità non può essere una malattia in quanto in natura è quasi sempre presente, sarebbe più da preoccuparsi se non ci fosse, inoltre alcune specie sono completamente bisessuali, altre ermafrodite.
Qui la pagina di wikipedia che parla dell' omosessualità negli animali.
In molti casi il fenomeno può servire a ridurre le nascite, nel nostro caso ad esempio potrebbe essere molto utile in quanto per il proseguimento della nostra specie sarebbe più azzeccato ridurre le nascite che incrementarle visto che siamo diventati troppi, stiamo mandando verso la distruzione la nostra specie e già ne abbiamo fatte fuori tante altre come il Tilacino.
Poi non capisco tutto quest'odio di molte persone di sesso maschile per "i froci" non capiscono che più ce ne sono più ragazze libere ci saranno in giro? (difatti io spero che aumentino eheh)
Mi ricorda quando molti automobilisti si lamentano dei ciclisti senza capire che se tutte le persone in bici fossero in auto ci sarebbero enormi svantaggi per loro (meno parcheggi liberi, più traffico, più inquinamento, più guerre, più feriti, più morti ecc.ecc).
Vi mostro un interessante grafico sulle leggi riguardo le unioni omosessuali nel mondo:
E' evidente da questo grafico che le nazioni con un alto indice di sviluppo umano sono più aperte verso le unioni ed i matrimoni omosessuali e di conseguenza anche la loro accettazione come individui normali e non malati, dimostrazione che la via corretta è proprio quella non viceversa come sostiene la chiesa.Fortunatamente però, esistono anche dei "preti ribelli" (ovviamente molto criticati dai rami alti della chiesa) che si discostano dalla massa, persone veramente meravigliose come Don Barbero che potete vedere in un' intervista doppia delle iene (che sono ripartite proprio ieri) proprio su questo tema:
Insomma come ho sempre sostenuto nella chiesa ci sono anche tante persone straordinarie, aperte e piene di amore nel cuore ma a parer mio, purtroppo, sono in netta minoranza.
Comunque ci sarebbe da parlare tantissimo su quest' argomento ma mi fermo lasciandovi integrare a voi questo post grazie ai commenti e con queste informazioni interessanti trovate su internet:
Risposte:
da Focus n.41
Bibliografia : Simone Le Vay "Le radici della sessualità" Laterza 1994.
Si può dire che'omosessualità sia "contro natura" ?
Nessuno scienziato oggi potrebbe definire "contro natura" l'omosessualità. Semplicemente perché in natura esiste. È diffusa tra molti animali, dagli insetti ai cani.
Giorgio Celli, direttore dell'Istituto di Entomologia agraria dell'Università di Bologna, ha anzi dimostrato che viene ampiamente usata per tenere sotto controllo la crescita demografica, e che esistono meccanismi automatici che la fanno aumentare o diminuire (Studi sui topi). Per molti mammiferi l'omosessualità è anche un sistema di comunicazione sociale. Le mucche si montano tra loro per sincronizzare il ciclo riproduttivo. Le femmine di scimmia Rhesus per stabilire la gerarchia nel gruppo. E qualcosa di simile succede nei babbuini: quando due maschi si incontrano, l'individuo di grado inferiore mostra le terga all'altro: si tratta di un'offerta sessuale per ingraziarselo, spiega Isabella Lattes Coiffmann. Succede una cosa simile anche nei cani.
Tra gli animali la identità sessuale è d'altronde così instabile che anche l'ambiente può modificarla, o addirittura l'età, come nelle cernie. Atteggiamenti omosessuali riguardano anche insetti e molluschi. Tra le cimici Afrocimex, per es., un maschio inocula i suoi spermatozoi in un altro maschio, che poi li userà insieme ai suoi, per fecondare una femmina.
La scoperta più sorprendente l'hanno fatta dei biologi canadesi che hanno filmato a 2512 m. di profondità nell'Oceano Atlantico, 16 minuti di amplessi a luci rosse tra due polpi maschi di specie diverse (foto su n.41 di Focus pag.32).
Quanti sono gli omosessuali?
Non è facile dirlo, gli studi concordano solo su grandi linee. Dagli ultimi studi pare siano il 4% della popolazione mondiale. Complessivamente 200 milioni di persone, perfettamente uguali agli altri 5 miliardi e mezzo, salvo che per le preferenze sessuali.
Il famoso rapporto Kinsey, che risale agli anni 50, calcolò che il 37% della popolazione americana maschile aveva avuto almeno qualche esperienza omosessuale intensa (fino all'orgasmo) tra l'adolescenza e l'età avanzata. Inoltre calcolò che il 10% della popolazione era stato più o meno esclusivamente omosessuale per almeno tre anni nel corso della vita. E che il 4% circa della popolazione maschile era stato sempre omosessuale, dall'adolescenza in poi.
Fra le donne le percentuali erano inferiori solo di poco. Il 13% delle persone intervistate aveva avuto esperienze chiaramente omosessuali dopo l'adolescenza. Dall'1 al 3% delle donne nubili e meno dello 0,3 per cento delle sposate erano esclusivamente omosessuali.
Gli studi più recenti sembrano confermare che il 4-5% della popolazione maschile e il 2-3% di quella femminile è omosessuale per la maggior parte della loro vita.
L'omosessualità e' presente nella storia?
Nelle società antiche l'omosessualità era in genere accettata. Le prime tracce storiche sono nella Bibbia". Per la preistoria ci mancano documenti - dice la antropologa Ida Magli - ma la Bibbia, che nelle versioni orali risale a 2000 anni a. C. ne documenta la diffusione. Da allora la cultura ebraico-cristiana è sempre stata quella che più ha combattuto l'omosessualità.
Che invece era comunemente accettata nell'antico Egitto e privilegiata nella cultura Greca e poi Romana. I Greci erano culturalmente bisessuali: consideravano i figli indispensabili alla maturazione dell'individuo, e per generarli era necessario il rapporto eterosessuale. Ma il rapporto d'amore propriamente detto e preferito dai maschi adulti era quello omosessuale, con un patner più giovane, di solito ("Il simposio" di Platone ne è un esempio).
In altre culture l'amore omosessuale è addirittura segno di comunicazione col divino. Per lo sciamanesimo è indice di elezione, segnale di rapporto privilegiato col trascendente".
Erano omosessuali Michelangelo, il musicista russo Chaikovky, lo scrittore Oscar Wilde, Giulio Cesare e l'imperatore Adriano. Tra le donne le più famose erano la poetessa Saffo, la scrittrice Virginia Woolf e Cristina, regina di Svezia.
È ereditaria? Ovvero, è un carattere genetico?
Il ricercatore americano Dean Hamer, studiando l'albero genealogico di 114 maschi omosessuali, ha accertato che il 13,5% dei loro fratelli era gay. Lo era anche il 7,5% dei cugini maschi e degli zii da parte di madre. Una percentuale molto superiore a quella della media della popolazione. L'incidenza nella famiglia paterna è risultata nella media. Conclusione: l'omosessualità può avere nel 30% dei casi una base genetica, ed essere erditaria, ma solo per via materna. Probabilmente responsabile sarebbe un gene del cromosoma X, che avrebbero individuato in una regione del cromosoma chiamata Hq28.
La genetista italiana Giovanna Camerino ha scoperto il gene della femminilità "Si chiama Dss ed è potentissimo. È in grado di far diventare femmina un moscerino con sesso cromosomico maschile". Ralph Greenpan, un genetista della New York University, ha recentemente creato in laboratorio un moscerino bisessuale inserendo geni femminili in alcune zone del cervello dei maschi, che governano l'odorato (molto importante nella sessualità animale).
Ricordiamo inoltre che un maschio su 20mila nasce con due cromosomi X e una femmina su 100 mila nasce con un cromosoma Y. Ogni 30mila nascite un individuo XX, geneticamente femmina nasce con genitali esterni e interni maschili e femminili, cioè un ermafrodita sterile. Un maschio su 700 ha due X (=XXY).
Quanti sono , allora, i sessi?
Concludendo : l'omosessualità non è un fenomeno unicamente umano. Secondo: bisogna smettere di pensare che esistano solo due sessi principali, maschile e femminile, e un terzo minoritario, rappresentato dagli omosessuali. In realtà tra i due estremi, il maschi più virile e la donna più femminile, esiste un'infinità di modi intermedi di essere. Perché l'identità sessuale non è determinata solo dal tipo di organi sessuali esterni, ma da un'infinità di fattori biologici, come gli ormoni, il cervello, gli organi sessuali interni e i geni. E fattori culturali. E le combinazioni possibili di questi fattori sono infinite. Il sesso insomma è un puzzle con infinite possibilità di soluzione. E più d'una può essere alla base della omosessualità.
sabato 27 settembre 2008
Il segreto di Nikola Tesla, il film sullo scienziato
Era uno scienziato veramente particolare, non legato al denaro e pensava solo ai benefici che l' umanità poteva trarre grazie alle sue invenzioni.
Ho trovato in rete un bellissimo film sulla sua vita di cui non conoscevo l' esistenza, buona visione:
Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte
Sesta parte
Settima parte
Ottava parte
Nona parte
Decima parte
venerdì 1 agosto 2008
L' evoluzionismo secondo i media italiani e la chiesa
Nell'ultimo commento rilasciato, Luisa ha finito con la frase:
Qualche problema di fondo deve esserci, o no?"
Riferendosi al perché molta gente ce l'ha contro il Papa e la Chiesa.
Per supportare la sua posizione e quella di tutte le persone che la pensano come lei, riporto un estratto di radio vaticano e del Tg2 dove viene smentita la teoria evoluzionistica e viene dato del buffone a Darwin, per me che ho anche appena studiato Evoluzione Biologica per l'università non potete capire quanto mi abbia fatto inorridire sentire simili parole addirittura anche sulla rete pubblica pagata con i nostri soldi che dovrebbe diffondere cultura invece di cancellarla!
Ecco i video:
Padre Livio Fanzaga a Radio Maria
Il servizio del Tg2 contro la teoria evoluzionistica
MA ANDATE A FANCULO!
Scusate, ma non riesco proprio ad essere educato con simili persone che diffondono ignoranza alla gente, è questa la prima cosa che mi viene in mente ascoltandoli.
Qui la pagina di Wikipedia sull' evoluzione per chi non conoscesse la quantità praticamente infinita di prove sulla teoria evoluzionistica.
Post simili: Radio Maria, Satana e Padre Livio Fanzaga
giovedì 31 luglio 2008
Scuola Superiore di Catania a rischio di chiusura
Mi sono arrivate diverse segnalazioni su una possibile chiusura della Scuola Superiore di Catania per mancanza di finanziamenti. Per questo motivo sono anche apparsi alcuni striscioni nella mia città di protesta, vi invito tutti a firmare questa petizione per cercare di non farla morire visto che si tratta di un progetto molto interessante dove è stato anche organizzato il Trinacria Camp.Vi riporto il post di Mushin che spiega alla perfezione cosa sta accadendo:
Perché abbiamo bisogno della Scuola Superiore? La Scuola non deve chiudere perché in dieci anni di sperimentazione ha soddisfatto tutti i requisiti di benchmarking e gli obiettivi fissati sia dall'Ateneo che dal Ministero. Non deve chiudere perché in soli dieci anni di sperimentazione ha già consentito ai suoi ex allievi di accedere a carriere esclusive e prestigiose, confermando il valore aggiunto della preparazione professionale e del capitale umano su cui la Scuola ha investito. Non deve chiudere perché rappresenta l'unica esperienza di meritocrazia sostanziale per il meridione. Ha consentito a studenti capaci di non doversi trasferire al nord, drenando ulteriormente le già scarse risorse di un mezzogiorno troppo spesso abbandonato a sé stesso. Ha consentito a studenti la cui risorsa è soltanto la propria intelligenza, di non doversi curare d'altro che dello studio, in un mondo dove l'eccellenza universitaria è sempre più affidate ad istituzioni private che sostengono gli alti costi con alte rette annuali ma anche con finanziamenti pubblici che adesso vengono negati a noi. Non deve chiudere perché la Scuola è diventata piano piano in questi anni un punto di riferimento per tutto il sud d'Italia e soprattutto per il bacino del Mediterraneo, da cui provengono ogni anno decine e decine di allievi a provare le selezioni.
Se le cose stanno così, perché chiudere? Chi ha deciso di chiudere la Scuola lo ha fatto sulla base di una sola motivazione, opposta a tutte quelle sopra: i soldi. La Scuola Superiore di Catania chiude perché non ci sarebbero più i finanziamenti. I finanziamenti sono sempre per forza di cose inferiori agli interventi che un paese richiede. Per questo occorre la politica: per valutare e definire le priorità. La scelta di avviare l'esperienza della Scuola Superiore di Catania, è stata fondata sulla considerazione che per colmare realmente il divario fra nord e sud del paese, è prioritario offrire condizioni di sviluppo sostanziali, e queste condizioni partono dall'offrire la concreta opportunità ai meritevoli di non dover lasciare la propria terra per affermarsi professionalmente ed umanamente. Il sud può ripartire solo dalle persone, ma queste non possono essere costrette a scegliere fra la propria terra e le proprie aspirazioni. Per questo ci serve la Scuola Superiore di Catania. Non chiediamo niente di più di ciò che non sia già nostro: la possibilità di vivere e realizzare le nostre aspirazioni nel meridione, senza dover emigrare per fare la nostra parte in questo paese.
La scelta di non rinnovare il finanziamento, di non premiare con l'autonomia una realtà che ha superato brillantemente la sperimentazione decennale a cui è stata sottoposta, non può che essere una scelta di penalizzazione del mezzogiorno e quindi in ultima analisi dell'intero paese. Per questo chiediamo a gran voce che venga riconsiderata la posizione del Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, per questo vi chiediamo di sostenerci aggiungendo la vostra voce alla nostra in calce a questa petizione: www.firmiamo.it/sopravvivissc. Vi prego anche di fare girare questo appello sui vostri blog/siti.
giovedì 10 luglio 2008
Christian the Lion e George Adamson
Ieri ho parlato di natura e di quanto sia giusto rispettarla e proteggerla, oggi mi collego a questo discorso mostrandovi un bellissimo filmato dove un leone fa le feste a due uomini con cui ha passato la sua infanzia dopo circa un anno che non li vedeva, il filmato è veramente commovente, la storia risale al lontano 1970 ma solo adesso il mondo la sta conoscendo probabilmente grazie ad internet.
I due giovani che vedete sono John Rendall e Anthony 'Ace' Bourke mentre il signore anziano che giunge dopo è George Adamson conosciuto anche come il padre dei leoni, una persona straordinaria che aveva un rapporto incredibile con i leoni e con la natura in generale ma purtroppo così, come quasi tutte le belle persone (Ghandi, Borsellino, Falcone, Kennedy, Martin Luter King e via dicendo...) è stato ucciso da noi, esseri umani, per l' esattezza da dei bracconieri nel 1989, nel sito a lui dedicato trovate la sua vita, mentre su wikipedia approfondimenti su Christian il leone.
E' proprio bello vedere come il leone e l' uomo possano vivere insieme a stretto contatto ed in modo così armonico.
martedì 8 luglio 2008
Batteri e Fagocitosi
Vi ricordo che in questo momento nel vostro corpo stanno avvenendo milioni di fenomeni simili...affascinante vero?
Per i più notalgici ecco una puntata del cartone, la digestione:
Questi si che sono dei bei cartoni.
giovedì 19 giugno 2008
Non località e l'osservatore. Mike Wright
Oggi, qui in alto, vi propongo un interessante video di Mike Wright dove ci illustra un esperimento che se fosse vero aprirebbe veramente la strada verso nuove concezioni della realtà e della mente umana. A quanto pare ogni essere vivente che interagisce con un altro per un po di tempo rimane in qualche modo legato a quest' ultimo, cosa che spiegherebbe ad esempio le note "brutte sensazioni" verso una persona a noi cara a cui è successo qualcosa di grave.
Il filmato è tratto dal DVD
Non Località e l'Osservatore - Un nuovo modello per il vostro mondo.
Qui anche un video di presentazione di questo lavoro di Wright:
Mike Wright è uno dei cinque insegnanti autorizzati della "Scuola di Illuminazione di Ramtha". Prima di entrare nella scuola Wright è stato pilota di caccia dell'Aeronautica Militare degli USA e istruttore pilota. Ha sempre avuto nella vita un interesse per le relazioni di interdipendenza tra la mente, il corpo e l'universo - per la psicologia, la fisiologia e la fisica.
Voi cosa ne pensate a proposito? Ci sta qualcuno che ne sa più di me?
giovedì 20 marzo 2008
Gli animali estinti ed il tilacino
Il tilacino o lupo marsupiale della Tasmania è uno dei tantissimi animali estinti per colpa dell' uomo. In alto, potete vedere un video dell' ultimo esemplare vissuto sulla Terra (si presume così), pensate a quanto sia brutto sapere di essere rimasti l' ultimo organismo vivente della vostra specie... è quasi impossibile anche riuscire a comprenderlo a mio parere.
Qui trovate una lista di alcuni animali che rischiano l'estinzione.
Ecco altri 3 animali estinti di recente per colpa dell'uomo:
Dinornis
Heteralocha acutirostris
Dodo
Trovo davvero triste che l'uomo stia facendo scomparire tutte queste meravigliose creature dal nostro pianeta, la cosa non può che ritorcersi contro noi stessi.
Una cosa del genere è un crimine veramente incredibile nei confronti del creato e della natura.
venerdì 12 ottobre 2007
Isole Diego Garcia

Riporto un email che mi è arrivata per dare una giusta visibilità ad un blog che probabilmente merita.
Ciao Alessio sono mirco_siri, e ho anche io un blog: http://www.diegogarciablog.blogspot.com Ti invito a visitarlo perché quello mio e degli altri membri è un vero e proprio progetto. Noi siamo già linkati al tuo blog e tu al nostro. Il nostro blog si chiama "Diego Garcia" per un motivo particolare. Diego Garcia è un'isola dell'oceano indiano che ha una storia incredibile, fatta di soprusi e violenza. Ora Diego Garcia è una base Nato. Se vedi, nel nostro blog c'è un link dove ci clicchi e puoi leggere tutta la storia di Diego Garcia. E' un pò lunghetta, ma fidati, ne vale la pena. Siccome questa storia la sanno veramente in pochi, uno dei nostri obiettivi è quella di farla conoscere. Ed è per questo che ti volevo chiedere un favore. Una volta che hai letto la storia di DG, che ne diresti di dedicargli un post sul tuo blog raccontando a grandi linee la storia (la deportazione degli Ilois) e menzionando il nostro blog??? Te ne sarei molto grato. Tra l'altro, molto probabilmente io e i miei amici terremo anche una conferenza alla Facoltà di Scienze Politiche della Federico II di Napoli su DG e molte altre argomenti che noi trattiamo. Sul web, invece, siamo un po' piccoli. Però, siccome il tuo blog ha molte più visite, contiamo che tu possa insieme a noi far conoscere questa storia (che ancora oggi continua nei vari tribunali) vista l'indifferenza totale dei media. Grazie, spero che tu possa dedicarci questo post e aiutarci a diffondere Dg! Ciao
Ecco quindi anche su questo blog la storia di queste isole e dei suoi abitanti:
Questo articolo è tratto da "Il Manifesto" del 12 Ottobre 2004:
Diego Garcia, paradiso venduto da sua maestà.
Deportati altrove per far posto a una base Usa, gli isolani non siarrendono JOHN PILGER. A volte basta una tragedia, un solo crimine per spiegare come funziona l'intero sistema che si nasconde dietro un'apparente democrazia, per aiutarci a capire quanta parte del mondo si dà da fare a favore dei potenti e come sanno mentire i governi. Per comprendere la catastrofe dell'Iraq, e di tutti gli altri Iraq disseminati lungo la scia di sangue e lacrime della storia imperiale, è sufficiente soffermarsi sul caso dell'isola Diego Garcia. La storia di Diego Garcia è sconcertante, quasi incredibile. Colonia britannica nel mezzo dell'Oceano Indiano a metà strada fra Africa e Asia, Diego Garcia è una delle sessantaquattro isole coralline dell'arcipelago delle Chagos, un fenomeno di bellezza naturale e, un tempo, paradiso di pace.
I telegiornali ne parlano di sfuggita: «La scorsa notte bombardieri americani B-52 e Stealth sono decollati verso l'Iraq (ol'Afghanistan) dall'isola britannica disabitata di Diego Garcia». Dietro la parola «disabitata» si celano gli orrori che la videro protagonista. Negli anni Settanta il ministro della difesa britannico pronunciò questa epica menzogna: «Nei nostri archivi non c'è traccia né di popolazione né di evacuazione dall'isola». I primi insediamenti a Diego Garcia risalgono alla fine del diciottesimo secolo, quando oltre duemila creoli vivevano in tranquilli e fiorenti villaggi, avevano una scuola, un ospedale, una chiesa, una prigione, una ferrovia, un porto e una piantagione di copra. Un filmato girato da alcuni missionari negli anni Sessanta mi ha fatto capire perché tutti gli abitanti dell'arcipelago che ho incontrato la definiscono un paradiso; in una sfocata sequenza gli adorati cani degli isolani catturano i pesci della laguna riparata da un tetto di fronde di palma. La fine del paradiso iniziò nel 1961, quando un contrammiraglio americano sbarcò sull'isola e decise di farne quella che oggi è una delle basi americane più grandi del mondo. Al momento vi si trovano più di duemila soldati, l'ancoraggio di trenta navi da guerra, un deposito nucleare, una stazione satellitare, vie commerciali, locali, un campo da golf. Gli americani la chiamano «Camp Justice». Cospirazione segreta Durante gli anni Sessanta il governo laburista inglese di Harold Wilson cospirò in gran segreto con due amministrazioni americane per «ripulire» e «bonificare» le isole: queste furono le parole utilizzate. I documenti rinvenuti nei National Archives di Washington e nel Public Record Office di Londra offrono un clamoroso resoconto delle menzogne ufficiali adottate - menzogne fin troppo familiari per chi ha raccontato quelle sull'Iraq. Per liberarsi della popolazione il ministero degli esteri britanni co inventò un pretesto: gli isolani erano lavoratori con contratto a tempo determinato e potevano essere «rispediti» a Mauritius, distante circa mille miglia. In realtà, molte persone abitavano l'isola da cinque generazioni, come testimoniavano i loro cimiteri. Lo scopo, come scrisse un ufficiale del ministero degli esteri nel gennaio 1966, «è di convertire gli attuali cittadini in residenti(...) temporanei a breve termine». I documenti rivelano anche una dispotica attitudine alla violenza. Nell'agosto 1966 sir Paul Gore-Booth, sottosegretario permanente del ministero degli esteri, scrisse: «Non dobbiamo cedere di un passo. Lo scopo dell'operazione era di conquistare degli scogli che continueranno a essere nostri. Non rimarranno indigeni, a eccezione dei gabbiani». Segue una nota scritta a mano da D. H. Greenhill, poi barone Greenhill: «Insieme ai gabbiani c'è qualche Tarzan e qualche Venerdì...».Sotto il titolo di «Avallare la finzione», un altro ufficiale esortai colleghi a ridefinire la popolazione come «nomade» e a «stabilire una regolamentazione in corso d'opera.» Non una parola per le vittime. Un solo ufficiale sembrò paventare un'eccessiva esposizione e giudicò «estremamente inopportuno dichiarare, in modo più o meno fraudolento, che quella gente apparteneva a un altro luogo». I documenti dimostrano che l'operazione di copertura fu approvata dal primo ministro e da almeno tre ministri di governo. «Gassate i cani» All'inizio gli isolani vennero ingannati e indotti ad andarsene. Chi si trovava a Mauritius per cure mediche urgenti non poté ritornare. Mentre gli americani cominciavano ad arrivare per costruire la base, sir Bruce Greatbatch, governatore delle Seychelles incaricato della «bonifica», ordinò che tutti i cani di Diego Garcia venissero uccisi. Quasi mille animali furono radunati ed eliminati con i gas di scarico dei veicoli militari americani. «Portarono i cani in una fornace dove lavoravano i nostri», racconta Lizette Tallatte, oggi sessantenne, «e mentre i cani ci venivano strappati via sotto gli occhi, i bambini strillavano e piangevano».
La gente lo prese come un avvertimento. Chi era rimasto fu caricato sulle navi e poté portare con sé solo una valigia. Si lasciarono dietro le loro case, i mobili, le loro vite. Durante un burrascoso viaggio di sola andata, i cavalli della compagnia della copra occuparono il ponte, mentre donne e bambini furono costretti a dormire su un carico di guano. Arrivati alle Seychelles, vennero condotti a passo di marcia in una prigione sulla collina dove rimasero fino al trasferimento a Mauritius. Lì vennero scaricati sulla banchina. Durante i primi mesi di esilio, la lotta per la sopravvivenza fu segnata da frequenti suicidi e morti dei bambini. Lizette ha perso due figli. «Il dottore disse che non poteva curare la tristezza», ricorda. Rita Bancoult, oggi settantanovenne, ha perso due figlie e un figlio. Racconta che quando il marito seppe che non sarebbero più potuti tornare a casa, ebbe un infarto e morì. La comunità di Diego Garcia fu devastata dalla disoccupazione, dalla droga e dalla prostituzione, fenomeni un tempo sconosciuti. La sua gente ha ricevuto un risarcimento dal governo britannico solo dopo più di un decennio: meno di tremila sterline a testa, troppo poche per coprirei debiti. Il comportamento del governo di Tony Blair può definirsi per molti versi il peggiore di tutti. Nel 2000 gli isolani avevano riportato una storica vittoria presso l'Alta corte, che giudicò illegale la loro espulsione. Ma a poche ore dalla sentenza, il ministero degli esteri dichiarò che gli isolani non avrebbero potuto tornare a DiegoGarcia per via di un «trattato» con Washington - di fatto un accordo tenuto segreto dal parlamento e dal Congresso degli Stati uniti. Uno «studio di fattibilità» avrebbe giudicato la possibilità di insediamento sulle altre isole dell'arcipelago. L'iniziativa è stata definita dal professor David Stoddart, autorità mondiale sulle isole Chagos, «una complessa e inutile sciarada». Lo «studio» non ha consultato neanche un isolano e ha rilevato che le isole stavano «sprofondando», una bella novità per gli americani che stanno costruendo sempre più infrastrutture; la marina degli Stati Uniti arriva a descrivere le condizioni di vita come «incredibili». Nel 2003, nel corso di un'altra ormai famigerata causa presso l'Altacorte, gli isolani si videro negare anche il risarcimento. La corte permise all'avvocato del governo di aggredirli e umiliarli durante le loro deposizioni mentre il giudice Ousley parlava al plurale, come se la corte e il ministero degli esteri formassero un'unica fazione. Lo scorso giugno il governo si è appellato a un'antica prerogativa reale per annullare la sentenza del 2000. È stato emanato un decreto che bandisce per sempre gli isolani dalla loro terra. Quarant'anni fa lo stesso potere totalitario decretò in segreto la loro espulsione. Blair se ne è servito per autorizzare l'attacco illegale all'Iraq. Guidati da un uomo fuori dal comune, l'elettricista Olivier Bancoult, e supportati dal tenace e valente avvocato londinese Richard Gifford, gli isolani sono pronti ad affrontare la corte europea e ad andare anche oltre. L'articolo 7 dello statuto del Tribunale penale internazionale descrive la «deportazione o il trasferimento forzato di popolazioni (...) con l'espulsione o altri atti coercitivi» come un crimine contro l'umanità. Mentre i bombardieri di Bush decollano dal loro paradiso, la gente delle isole Chagos, afferma Olivier Bancoult, «non permetterà che si commetta questo crimine. Il mondo sta cambiando; vinceremo»
Aquilarossa & Mirco_siri
mercoledì 8 agosto 2007
Blogosfera ed internet di sinistra? Perchè?

1. Blog di Beppe Grillo
2. Pandemia
3. Macchianera
4. Manteblog
5. Wittgenstein
La classifica completa delle prime 100 posizioni con i vari orientamenti politici (aggiornata a diversi mesi fa) la trovate qui.
Una persona di sinistra apprezza il web più facilmente di una di destra? ne sa sfruttare meglio le sua potenzialità?...magari una simile situazione è dettata dal fatto che una persona che si informa bene tramite internet e si stacca dalla TV tende a diventare di sinistra? Forse perché internet è uno strumento democratico dove tutti possono dire la propria mentre la destra tendenzialmente lo è meno? (ad esempio la destra sceglie il proprio premier autonomamente mentre la sinistra fa le primarie). Vi immaginate "il blog di Silvio Berlusconi"? io faccio un po fatica sinceramente. Scrivendo su Google "il blog di Silvio Berlusconi" i primi 3 risultati che spuntano sono dei Blog sull' ex premier fatti da alcune persone che non fanno altro che prenderlo in giro raccogliendo le sue dichiarazione più assurde, i primi 3 risultati della ricerca sono i seguenti:
http://www.berlusconisilvio.com
http://silvioberlusconi.splinder.com
http://silviob.splinder.com
Tutto ciò la dice su quanto internet sia politicamente orientato.
Se qualcuno sa farmi una analisi dettagliata per cui internet sia così tanto di sinistra naturalmente me lo faccia sapere tramite un commento.
Ricordo inoltre che i blog di politici di destra sono pochi mentre attualmente abbiamo diversi ministri (quindi di sinistra) con blog abbastanza curati e seguiti.
Di Pietro è stato anche il primo ministro italiano a sfruttare le potenzialità di YouTube e anche Second Life.
Sopra un bel grafico realizzato da Lapalisse che illustra la quantità di blog italiani di sinistra nelle prime 100 posizioni.
Finiamo con un bel sondaggino per vedere l'orientamento dei miei cari lettori:
giovedì 12 luglio 2007
Organizzare eventi con wiki. Ottimo strumento
Molti ancora non conoscono Wiki, è un ottimo strumento messo a disposizione di tutti per organizzare eventi (ma non solo) con facilità. Nel video riportato sopra (in lingua inglese ma si capisce bene anche senza conoscere la lingua) è spiegato molto bene il suo funzionamento.
Se volete organizzare qualcosa non vi basta che recarvi in qualche sito wiki apposito. Una lista la potete trovare qui.
Per i catanesi e dintorni, il 13 luglio si terrà un Pizza Blog Party ed è stato organizzato proprio tramite un sistema wiki. Ecco il link dell'evento.
Se hai il piacere di offrirmi qualcosa, puoi fare una piccola donazione. Grazie.